Allegri cerca il vero Pogba anche nel bunker tedesco

Il francese uomo-derby al centro del mondo bianconero A Moenchengladbach Cuadrado con Dybala e Morata

«Non guardo la classifica - ha detto Schubert -, giochiamo davanti al nostro pubblico e vogliamo vincere. La Juve l'abbiamo studiata e ci siamo fatti delle idee». Meglio il Moenchengladbach del Valencia e meglio anche del City. Non è un rilievo per caricare la prima di ritorno del gruppo D di Champions, ma la lettura delle tre precedenti giornate. Di sicuro i tedeschi non sono sembrati una macchina da gol e a Torino hanno lasciato l'idea di riuscire meglio in trasferta dove sanno coprire e in fondo badare e registrare solo la fase difensiva. Sabato però hanno dilagato in trasferta contro l'Herta che non è esattamente la squadra materasso delle stagioni scorse e in classifica è sesta, quindi in Europa. Eppure il risultato più pesante è arrivato proprio da Berlino dove il Moenchengladbach l'ha travolta 4-1 scavalcandola in classifica. Marcature aperte al 26' da Wendt, quello che all'andata giocò su Cuadrado, grazie ad un passaggio di Johnson in piena area, raddoppio due minuti dopo, poi il rigore realizzato da Xhaka, il migliore sempre e anche a Torino, Nordtveit ha chiuso con il 4-1 finale.

La Juventus però non può temere questi tedeschi oltre i loro meriti che esistono ma sono modesti. Si muovono molto, pochi riferimenti, non sembrano avere limiti fisici, squadra robusta, allo Stadium 14 contrasti vinti su 29, ma neppure un tiro serio in porta nei novanta minuti.

Erano i giorni di Paulo Dybala bocciato da Allegri accusato di non sentirlo e non vederlo, in campo solo dieci minuti con i tedeschi. Questa sera dovrebbe esserci. Adesso però il fulcro del progetto pesa sui piedi di Pogba per il definitivo salto di qualità con una prestazione all'altezza anche in Europa.

Del Polpo ora si sviscera tutto, dal gol con la scarpa slacciata ai consigli del ct a quelli degli ex compagni, per finire dal motivatore inviato direttamente da Leonardo Bonucci che gli ha consigliato il giochino del 5. Se Balotelli incolla la cresta sulle sue scarpe da calcio, Pogba può anche mettere un +5 dopo il dieci sulla maglia. Se poi questo esorcizzi il suo caro numero 6, c'è fondata perplessità.

Il francese ha fatto saltare il banco nel derby, non segna in Europa ma questi sono tormentoni da bar, se qualcuno ricorda tutte le macumbe per vincere l'astinenza di Tevez si è già dato una risposta. E poi la Juve è vicecampione d'Europa in una stagione dove sta viaggiando meglio del Barça. Solo lo Zenit ne ha vinte tre, a 7 punti ci sono Real Madrid e Psg nel gruppo A, Porto nel gruppo G, e la Juve, seconda miglior difesa, un solo gol preso a Manchester, in Champions non le segnano da 213 minuti. Meglio solo il Madrid con la porta ancora inviolata.

Dopo la ramanzina di Buffon in spogliatoio non c'è motivo di attendersi una Juventus deconcentrata al Borussia Park, Allegri è costretto a trovare un sostituto per Khedira con Hernanes favorito su Lemina e Sturaro che non hanno fatto una grandissima figura con il Sassuolo. Davanti Cuadrado al lavoro per Dybala, Mandzukic o Morata, due che non stanno attraversando un momento fantastico ma l'Europa è sempre un'altra faccenda: «Gara importantissima, il Bourussia ha vinto sette delle ultime otto partite, pareggiando solo quella contro di noi. Lichsteiner è in panchina e magari lo faccio giocare», ha buttato lì Allegri.

Commenti

Pattissimo

Mar, 03/11/2015 - 11:03

La Juve è sicuramente più forte dei suoi prossimi avversari.Ma è altrettanto vero che la Juve della stagione scorsa era molto più forte di questa. Chi è partito non è stato adeguatamente rimpiazzato e chi è rimasto, vedi Pogba, senza Pirlo e Vidal al fianco, ha manifestato tutti i suoi limiti.