Allegri fa l'alchimista per una Signora in forma "Ma i bonus sono finiti"

L'allenatore: "Non possiamo più sbagliare" Turnover scientifico come in tutta la stagione

Il Napoli alle spalle. E il Barcellona dietro l'angolo. Stasera, però, il Chievo. Squadra incline agli scherzetti, visto che è stata l'ultima dell'attuale serie A ad aver fatto punti allo Stadium: 1-1 il 12 settembre 2015, vantaggio di Hetemaj e pareggio su rigore di Dybala. Dopo di allora c'è riuscito solo il Frosinone, poi retrocesso: per chi lo avesse dimenticato, la Signora vince nel proprio impianto da 31 patite di fila.

Stasera, chissà. Perché si è entrati davvero nella fase caldissima della stagione. Quella in cui ci si gioca tutto e quella in cui «gli spazi per sbagliare non sono quasi concessi così Allegri perché il tempo per rimediare è sempre meno. Noi abbiamo già rallentato a Napoli, il bonus è andato. Contro Chievo, Pescara e Genoa ci giochiamo una buona parte di scudetto». Non è trittico da far tremare i polsi a chi arriva da cinque scudetti di fila, ma non si sa mai. Anche perché, appunto, c'è il Barcellona che aspetta e che inconsciamente potrebbe influenzare la mente e le gambe di qualcuno. Forse anche per questo, Allegri ha messo in scena nelle due partite del San Paolo un turnover calcolato: avere tenuto tutti sulla corda ricevendone risposte positive gli permetterà stasera di proseguire sulla stessa strada. «Potrebbe riposare Higuain, sì. Nel caso, considerate le condizioni di Mandzukic (poi non convocato, ndr), giocherebbe Dybala centravanti. Paulo ha bisogno di stare in campo, è in condizione accettabile ma non ottimale. Khedira? Non so se recupererà. Marchisio invece dovrebbe esserci».

Dal che ne consegue che i tre giocatori di movimento della Signora finora più impegnati (Higuain 3293', Khedira 3147', Mandzukic 2774') potrebbero stare seduti: non è una coincidenza perché, appunto, Allegri si è comportato in maniera scientifica nel gestire le forze dei propri giocatori. Tra il match di campionato e quello di Coppa Italia contro il Napoli ha cambiato otto giocatori, per esempio. Ma tutta la stagione, al netto degli infortuni che hanno reso obbligatorie certe scelte, è stata caratterizzata da avvicendamenti mirati: ben 18 giocatori hanno infatti finora messo piede in campo per oltre mille minuti e il diciannovesimo (Benatia) è a 998. Siamo insomma di fronte all'applicazione pratica del tutti sono utili, nessuno è indispensabile, mantra recitato spesso dagli allenatori ma non sempre rispettato.

«Tabelle non ne faccio, ma la matematica non concede alternative ancora Allegri -. Dobbiamo arrivare a 93 punti, perché la Roma può spingersi fino a 92». Pragmatico, ecco. Senza osare pronunciare la parola triplete ma spiegando di «lavorare per provare a vincere tutto. Questo momento va vissuto con energia, entusiasmo e consapevolezza: la Juve è in grado di farlo». Incassando senza arrossire i complimenti di John Elkann e dando appena una sbirciatina a quel che sarà: «Al momento resto al cento per cento, perché ho un contratto fino al 2018. Il mio futuro è l'ultimo dei problemi, viaggiamo di comune accordo. Siamo nel momento cruciale della stagione. Dopo di che, presumo la società mi chiamerà: dipende da lei, non da me. Un mese e mezzo fa abbiamo già accennato a certe cose: se va tutto bene, non vedo perché pensare a una separazione».

Se ne riparlerà. Intanto, il campionato: «Obiettivo principale per entrare nella leggenda». Anche se quasi tutti baratterebbero lo scudetto per la Champions.