Allegri punta tutto su Mario e Silvio «Decidono il futuro»

MilanelloAllegri e il Milan si aggrappano a Mario Balotelli. Elementare visto che i berlusconiani non vincono da tre turni e che l'ultimo successo domestico, col Palermo, datato 17 marzo, fu merito dello stesso SuperMario, atteso con grandi aspettative al rientro dopo aver scontato la squalifica. «Ci darà una mano» è la convinzione di Allegri, oltre che la speranza di tutto il Milan in qualche modo messo sottosopra dalle frasi del presidente Silvio Berlusconi provenienti da Roma e ricondotte al progetto di cambiare panbchina anche in presenza del terzo posto. «Non ho il tempo per dedicarmi a questo argomento» è la risposta calibrata dell'interessato, solitamente impermeabile a qualsiasi censura proveniente da Arcore o dalla residenza romana e questa volta appena accigliato perché consapevole che non si tratta di scenari provenienti da cronisti ostili ma da virgolette riferite dai cronisti politici rimasti fino a tarda ora venerdì sera di servizio a palazzo Grazioli. «Alla fine sarà la società a decidere» è la frase civetta di Allegri che può contare sull'alleanza e sul sostegno di Adriano Galliani, rimasto in rigoroso silenzio secondo abitudine della real casa (quando parla il presidente nessuno commenta, nemmeno il numero due del club). Nel frattempo Allegri e il Milan provano a sprintare, «a dare gas» come suggerisce il vice- Berlusconi contrariato solo dall'infortunio di Bojan («proprio all'ultimo minuto dell'allenamento»). «Col Catania sarà una sfida decisiva per il terzo posto» l'opinione di Allegri che ha fatto qualche conto più sul fattore psicologico che su quello matematico. In sostanza pensa: piegare il Catania significa a 4 turni dall'arrivo dare un forte segnale alla concorrenza fiorentina e offrire all'ambiente una giusta dose di ottimismo che sembra evaporato dopo la sconfitta di Torino con la Juve.
Per puntellare il Milan, i provvedimenti sono sotto gli occhi di tutti. E riguardano in particolare oltre che il ritorno di Balotelli una dose massiccia di cambi nella speranza di dare smalto allo schieramento. Per esempio possono tornare De Sciglio, Flamini, Bonera e Nocerino, ciascuno nel proprio ruolo, mentre Robinho deve riaccomodarsi in panchina insieme con Muntari nel riconoscimento del loro stato fisico davvero precario. Perciò Boateng, a dispetto della resa al cospetto della Juve, deve reinventarsi attaccante di destra perché Niang ha le pile scariche e Robinho, appunto, non è in grado di corrispondere alle attuali esigenze rossonere. «Spero che Mario torni con una tripletta come accadde a Ibrahimovic a Palermo» il riferimento scelto da Allegri per ingraziarsi i corsi e i ricorsi storici ma forse è il caso che anche El Shaarawy dia una bella mossa visto che da tempo non è più il tigre nel motore milanista e soprattutto è lontano dal tabellino dei marcatori. La storia della incompatibilità con Mario è ormai una favoletta che non incanta più nessuno.