Allegri a ruota libera: "Higuain? Sta giocando al 50%"

Allegri ha pungolato il suo attaccante e ha dichiarato di non temere nessuno nella lotta al titolo: "Rispettiamo anche Inter, Roma e Milan"

Nel fine settimana tornerà la Serie A, dopo la pausa per le nazionali. La Juventus di Massimiliano Allegri giocherà in casa contro la Lazio di Simone Inzaghi che ha già battuto i bianconeri, nel mese di agosto, nella finale di Supercoppa Italiana. Il tecnico livornese ha avuto una settimana di tranquillità per preparare la partita contro i biancocelesti, anche se mancano diversi calciatori convocati dalle nazionali. Gonzalo Higuain, però, è rimasto a Vinovo e Allegri in una lunga intervista concessa a Tuttosport ha voluto pungolare nuovamente il suo attaccante: "Gonzalo deve essere determinante, che poi segni 30 gol o 25, l'importante è che siano gol che determinino. Adesso sta meglio fisicamente, ha lavorato nella sosta, ma non è ancora al cento per cento. Higuain è un giocatore straordinario. Mi arrabbio molto con lui perché pretendo di più, perché può fare molto di più. Finora ha fatto il 50 per cento di quello che potrebbe fare".

Allegri ha poi parlato di Paulo Dybala e di Federico Bernardeschi, uno degli acquisti più costosi dell'estate bianconera: "Per me Dybala farebbe fatica a fare il centravanti in una grande squadra per un fatto abbastanza semplice: avrebbe meno spazio davanti, dovrebbe sopportare più contatti fisici e sarebbe meno in movimento. Quando al Palermo faceva il centravanti aveva 40 metri davanti. Alla Juventus per trovare quei metri doveva abbassarsi per giocare tra le linee e lo sta facendo. Paulo non è un rapido, è un aerobico. Bernardeschi come Dybala? Non lo so, difficile dirlo. Bernardeschi è un talentuoso e ha grande qualità. Però deve migliorare tantissimo per giocare in una big in pianta stabile e avere uno spessore diverso dagli altri. In una grande, siccome devi vincere, l'aspetto caratteriale diventa fondamentale. Vincere o perdere non è la stessa cosa come in un club medio e quindi devi metter dentro in certe situazioni di partita non solo la bellezza del colpo, che è fine a se stessa, perché i tiri devono essere concreti. E così la fase difensiva. In un top club tutti i giorni ti devi mettere in discussione per vincere, non ti devi mai accontentare... A volte sento dire quello è bravo: ma per vincere non basta".

L'allenatore della Juventus ha poi affermato di non temere il Napoli di Sarri ed è tornato a parlare dell'addio di Leonardo Bonucci:
"Preoccupati dal Napoli di Sarri? No, noi siamo rispettosi del Napoli, dell'Inter, della Roma. E anche del Milan che ha fatto una grande campagna acquisti per arrivare tra le prime quattro e adesso è solo un po' staccata. Alla fine queste cinque squadre, a meno che non si inserisca la Lazio, si giocheranno i 4 posti. La forza della Juventus è quella di rispettare tutti perché altrimenti non riesci a vincere. Bonucci? Leo è stato un giocatore importante. La storia della Juventus parla chiaro: sono andati via tantissimi giocatori negli anni. Dopo Berlino, con gli addii di Tevez, Pirlo, Vidal sembrava che la Juventus fosse finita, invece siamo ripartiti. La stessa cosa l’anno dopo con le partenze di Pogba e Morata. La società ha svolto un lavoro importante"