Allegri: «Serve un gol Ma non è la partita che vale una stagione»

«Siamo in corsa su tutti i fronti. Dobbiamo sbagliare pochissimo» Buffon : «Per andare a Berlino bisogna passare da Dortmund...»

È “la” partita dell'anno. Sperando che poi ce ne siano altre. E andrà in scena stasera, al Westfalenstadion: Borussia Dortmund-Juventus, ritorno degli ottavi di Champions. Bianconeri che hanno ammazzato il campionato anche per manifesta inferiorità altrui, gialloneri che fino a due mesi fa erano in zona retrocessione: detta così, verrebbe da immaginare una Signora superiore e comunque favorita, la realtà è diversa ma comunque Buffon e compagni partono dal 2-1 dell'andata. Non è tanto, ma qualcosa sì: anche perché Reus segnò grazie a una scivolata di Chiellini e non è che poi i tedeschi abbiano costruito chissà cosa e chissà quanto. Piuttosto, riavvolgendo il nastro, si ricordano sufficienti nefandezze da parte di Hummels e compagni: la Signora insomma è volata in Germania con la consapevolezza di poter fare male agli uomini di Klopp, certo non apparsi extraterrestri. Ci sarà il fenomeno Reus, è vero, ma va detto che a questo punto della competizione mica si può pretendere di avere a che fare con squadre di seconda fascia: «Rispetto alle ultime due partite (contro Sassuolo e Palermo, ndr) sarà una Juventus diversa - il parere di Allegri -. All'andata non abbiamo concesso loro un tiro in porta, mentre noi abbiamo creato diverse occasioni. Faranno grande pressione, ecco perché dovremo giocare bene tecnicamente e sbagliare pochissimo».

Adrenalina garantita, stadio da brividi per l'atmosfera, ma anche per certi ricordi dolci come il miele: qui l'Italia batté la Germania nella semifinale del Mondiale 2006 e qui Buffon sperava di tornare «perché certe cose non si cancellano. Già con il Parma parai due rigori, poi c'è stato il Mondiale con l'Italia e, insomma, per arrivare a Berlino bisogna prima passare da Dortmund: è successo in passato, spero possa capitare di nuovo». Per la cronaca e per chi non lo sapesse, nella capitale tedesca si disputerà la finale di Champions il prossimo 6 giugno: se qualcuno crede alle coincidenze e/o alla cabala, ce n'è abbastanza. Il tentativo è però anche quello di normalizzare l'importanza del match, viste anche le parole pronunciate da Agnelli lunedì: «Un'annata non si valuta da una partita, ma dall'essere ancora competitivi su tutti i fronti in primavera. Non ha senso caricare di tutte le pressioni la gara di Dortmund. Poi, naturalmente, chi indossa questa maglia sa bene che deve puntare a vincere ovunque». «Sottoscrivo pienamente - ha detto Allegri -. Fino a questo momento abbiamo lavorato bene tutti insieme, adesso siamo alla stretta finale. Ce la giochiamo, per arrivare ai quarti e vedere cosa succede. Poi abbiamo da chiudere la pratica campionato, nonostante a 11 giornate dalla fine siano molti i 14 punti di vantaggio. Più la coppa Italia, dove potremo anche ribaltare il risultato per andare in finale: siamo in corsa su tre competizioni, era quello che volevamo».

Conta però la coppa dalle grandi orecchie, lo sanno tutti. «La Champions è un sogno al quale credo, possiamo raggiungerlo - ha spiegato Vidal a Las Ultimas Noticias -. Il mio futuro? Sto bene qui». Dettagli, per una volta. Quel che importa è la sostanza della qualificazione, il traguardo dei quarti di finale che Allegri ha già raggiunto una volta con il Milan pur rischiando di compromettere al ritorno il 4-0 ottenuto all'andata contro l'Arsenal: «Centrammo comunque il passaggio del turno, ma qui ci aspetta un match diverso e la qualificazione rimarrà aperta fino alla fine dei cento minuti. Difficilmente finiremo 0-0: per andare avanti, bisognerà segnare». Non siamo al "Tevez e Morata pensateci voi", ma è chiaro che da quei due la Juve si attende molto. Così come da Barzagli, tornato abile e arruolabile nel momento più caldo della stagione: senza Pirlo, probabile difesa a tre. E giù l'elmetto.