Allegri il vero fuoriclasse della Juventus: dall’esonero al rinnovo di contratto

La Juventus di Massimiliano Allegri ha vinto, con tre giornate d'anticipo, il suo quinto Scudetto consecutivo, il 32esimo della sua storia

La Juventus di Massimiliano Allegri ha vinto in carrozza il campionato 2015-2016. Eppure, per i bianconeri, la stagione non era cominciata nel migliore dei modi. Dopo dieci giornate, infatti, la Vecchia Signora si trovava al quattordicesimo posto della classifica a quota 12 punti ed aveva rimediato la bellezza di quattro sconfitte contro Udinese, Napoli, Roma e Sassuolo, tre pareggi contro Frosinone, Inter e Chievo e solo tre vittorie contro Atalanta, Bologna e Genoa. Il capitano Gianluigi Buffon, il 28 ottobre 2015, al termine del match perso contro i neroverdi di Eusebio Di Francesco aveva parlato in questi termini: “A 38 anni non mi va di fare figure da pellegrini. Non ci sono scuse, abbiamo giocato un primo tempo indecoroso. Lo Scudetto? Siamo quattordicesimi, pensiamo al tredicesimo posto…”.

Da quel momento in poi, però, la squadra di Allegri si è compattata ed ha iniziato a macinare punti su punti conquistando la bellezza di 73 punti su 75 disponibili, mettendo insieme 24 vittorie e un solo pareggio (lo 0-0 di Bologna, che ha interrotto la striscia di 15 vittorie consecutive). L’ex tecnico del Milan era stato messo da subito in discussione per l’inizio sconcertante da parte della sua Juventus che era partita letteralmente con il freno a mano tirato nelle prime 10 giornate di campionato. Si parlava di esonero e di probabili successori: il tecnico livornese ha continuato a lavorare in silenzio e ha risposto sul campo alle eccessive critiche. La Juventus, nella scorsa stagione, vinse la Coppa Italia e lo Scudetto fermandosi a quota 87 punti con 72 gol fatti e 24 subiti. Quest’anno è andata ancora meglio in difesa dove si sono subiti solo 18 reti e ne sono state messe a segno 67 e ci sono ancora tre giornate a disposizione per migliorare queste statistiche.

Questo quinto Scudetto consecutivo, eguagliato il record dell’Inter nel quinquennio 2006-2010, vale il 32esimo in bacheca per la società di Corso Galileo Ferraris. A nulla sono valsi i tentativi, prima della squadra di Roberto Mancini e poi del Napoli di Sarri che nonostante una grande organizzazione, il bel gioco e un Higuain mostruoso non è riuscito a coronare il sogno di vincere lo Scudetto a trent’anni di distanza dall’ultima affermazione quando in squadra c’era un certo Diego Armando Maradona. Il 20 aprile, dopo la vittoria contro la Lazio, Allegri aveva espresso questo concetto chiaro su Twitter: “Eravamo con la testa sotto, ma non siamo affogati: manca un piccolo passo per completare un percorso storico! Forza ragazzi”. Dal possibile esonero al rinnovo di contratto fino al 30 giugno del 2018, con opzione fino al 2019, a cinque milioni di euro netti a stagione più bonus, il passo è stato breve e dopo la finale di Coppa Italia contro il Milan, il livornese apporrà la sua firma sul contratto. L’anno prossimo ci sarà da conquistare il 33esimo Scudetto, il sesto consecutivo, e si proverà a vincere quella Champions League che manca da 20 anni in casa bianconera. Ma ora è tempo di festeggiare perché passano gli anni ma la Vecchia Signora non si è ancora stancata di vincere.