Allegri vuole un gol. Vidal pronto a darglielo "Sarei disposto a tutto"

Anche Lippi d'accordo con Max: "Fondamentale segnare a Madrid". Chiellini: "Il mio momento più alto alla Juve. Sto contando i minuti"

Torino - A caccia di un gol, almeno. Come già accaduto contro il Borussia Dortmund, dopo il 2-1 ottenuto allo Stadium nel match di andata. Allegri lo aveva detto e ribadito: «Dovremo segnare anche al ritorno». Detto e fatto, inutile ricordare come sia andata a finire. Stesso punteggio di partenza e stesso cliché anche per la sfida di domani al Bernanbeu: la Signora, per acchiappare la finalissima di Berlino, non potrà fare catenaccio ma dovrà giocarsela più o meno a viso aperto. Dalla sua, un'autostima cresciuta a dismisura nel corso dell'anno e un pizzico di cabala che non guasta mai: undici volte i bianconeri hanno chiuso 2-1 il match di andata di una manifestazione continentale, qualificandosi poi sempre per il turno successivo. E nel suo piccolo, magari anche per ingraziarsi un po' la sorte, Allegri non cambierà nulla rispetto alle recenti abitudini: oggi allenamento mattutino, successiva partenza per Madrid, quindi passeggiata propiziatoria sul terreno di gioco e conferenza stampa finale. «Contiamo i minuti», ha ammesso ieri Chiellini a Sky . Con lui e con loro, li contano anche i tifosi bianconeri: gli occhi del mondo addosso, un curriculum europeo da lucidare, una finale continentale che Madama non frequenta dal 2003 e non vince dal 1996.

A caccia di un gol, la Juve. Che vanta il miglior attacco del campionato (65 gol in 35 partite: media di 1,8) e che in Champions non se la cava male pur buttandola dentro un po' di meno (15 reti in 10 match: media 1,3). Visto il livello delle avversarie, logico che sia così. Dopo di che è pressoché scontato che domani, per sognare, bisognerà costringere Casillas a chinarsi per raccogliere almeno un pallone dentro la propria porta. Nell'attuale edizione di coppa hanno segnato in sei (più un autogol): Tevez (7 gol), Morata (3), Pogba, Llorente, Vidal e Pirlo (1). Anche qui: non male, ma si può fare meglio. Sono mancati del tutto i gol dei difensori (Chiellini peraltro non ha mai segnato nemmeno in campionato), cosa che Allegri ha a tratti rimarcato. E i centrocampisti stessi l'hanno buttata dentro su azione solo una volta grazie a Pogba, contro l'Olympiakos: Pirlo, sempre contro i greci, aveva illuminato la scena su punizione, mentre Vidal ha segnato solo su rigore (vittima il Monaco) e Marchisio non ha mai centrato la porta. «La cosa più importante è che la squadra vada in finale - ha detto ieri Vidal a Mediaset Sport - ma darei tutto per un gol. Abbiamo un sogno e siamo vicini a prendercelo. Giocheremo con il cuore». Il cileno, se sarà confermato l'impianto dell'andata, giocherà da trequartista: «Potrebbe essere la sua serata - lo ha lanciato ieri Lippi - e comunque la Juve ha parecchi giocatori con grande esperienza internazionale. Davanti a novantamila persone sarà naturale passare momenti difficilissimi, ma i bianconeri hanno le caratteristiche per fare male al Real. Segnare sarà fondamentale». «Durante la stagione ho avuto tanti problemi - ancora Vidal - ma è importante arrivare in forma nel momento clou della stagione. Non sono stati mesi facili per i motivi che tutti sappiamo: Allegri ha cambiato modo di giocare rispetto a Conte, ma la squadra lo ha accolto bene e siamo arrivati fin qui».

Adesso, sulla giostra ci si vuole rimanere. «Forse a livello emozionale ci sono stati momenti anche più dispendiosi di questo - così Chiellini, già due volte protagonista al Bernabeu con un bilancio di una vittoria (più standing ovation a Del Piero) e una sconfitta (con rosso) -. Penso alle due settimane che precedettero il primo scudetto, visto che era parecchio che non vincevamo. In quanto a prestigio, però, questa è sicuramente la settimana più importante di tutte: basti pensare che io sono alla Juve da dieci anni e dall'ultima semifinale di Champions ne sono passati dodici». Il treno sta ripassando: saltarci sopra è quasi obbligatorio.