All'Europeo svalutati dall'Europa

A un passo dalla gloria, fermata dalla storia attuale del calcio italiano che può raccontare soltanto imprese sfiorate (come la Roma a Madrid) e mostrare a primavera un rendiconto disarmante. Senza parlare dell'incredibile tracollo della Lazio, neanche Fiorentina e Napoli, le due squadre che hanno praticato il calcio più ammirato del campionato, sono riuscite a fare strada. La Juve è stata una superba interprete per un'ora, ha ceduto nel finale quando si è rifugiata senza più energie nel ridotto di Buffon, il portiere dei record che in Champions ha incassato la bellezza di 6 gol in 180 minuti mentre nel torneo domestico è a qualche minuto dal primato di Rossi. Perciò ha raccolto ammirati giudizi per quell'esibizione di calcio organizzato e coraggioso che si è inceppato, improvvisamente, a pochi metri dallo striscione della clamorosa qualificazione. Non ci interessano qui né lo sterile dibattito sui cambi di Allegri (Cuadrado era spremuto, Mandzukic esperto di quelle serate, Sturaro l'unico centrocampista disponibile per Khedira) né le stilettate spedite all'indirizzo di Collina, designatore Uefa considerato colpevole per ogni sfondone arbitrale dei fischietti europei. Piuttosto è utile ricordare che nel 2006, una crisi economica fa insomma, furono tre le italiane qualificate ai quarti (Inter, Juve e Milan) e due in quella successiva a dimostrazione che si è perso il primato economico e tecnico e che che nemmeno il dolcestilnovo calcistico di Sarri e Paulo Sousa ha contribuito a recuperare posizioni dignitose nel ranking. La Juve ha pagato il peccato originale tradito nel girone (è arrivata colpevolmente seconda) ma ha dato prova, al cospetto del Bayern, di essere degna dell'aristocrazia europea. Fosse giunto a Trigoria qualche tempo prima Spalletti, forse anche la Roma avrebbe conosciuto un'eliminazione meno scontata (4 pappine tra andata e ritorno). La nuttata non è ancora passata perciò e forse sarebbe il caso di prepararsi al prossimo Europeo senza coltivare eccessive aspettative.

Commenti

Tadoric39

Ven, 18/03/2016 - 17:53

Ma la stampa non è sempre quella che dice che il campionato italiano è entusiasmante, avvincente e combattuto? Nella mediocrità però, quello non lo dice nessuno.. Detto questo, se continuiamo a giocare come vent'anni fa, ovvero contropiede e tatticismo esasperato che poi osanniamo pure; se i giovani non giocano (Rugani), o giocano in squadre minori (Berardi) o peggio ce li facciamo soffiare (Verrati), ancora non capisco dove vogliamo andare..E poi diciamo che è colpa di Conte...... Il calcio, e così tutti gli sport (vedi il basket NBA), vanno a mille all'ora, e noi palleggiamo lontano dalla porta, ci chiudiamo in difesa, speriamo in una ripartenza... Presidenti incompetenti, Direttori Generali in ostaggio dei procuratori, allenatori impauriti e schiavi del risultato..