Amici d'ansia: crepe Mancio, tormenti Miha

Maestro Mancini a rischio complesso... A Mihajlovic serve un tris da sarto

Sta meglio l'Inter. E non solo perché ha già raccolto sei punti e si ritrova Jovetic col piedino caldo. Sta meglio l'Inter perché finalmente ha completato la sua clamorosa rivoluzione tecnica rivoltando, quasi a costo zero, come un calzino, la squadra che fu di Mazzarri e che per un semestre è stata anche di Mancini (i ritocchi di gennaio sono stati mandati al macero, a eccezione di Santon e Brozovic). Fossero tutti abili e arruolabili, ne rimarrebbero solo due di esponenti dell'antico regime, Handanovic e Icardi. Se questo è il tesoro messo a disposizione del tecnico di Jesi, al momento è anche l'unico interrogativo sul conto di un derby che ha già conosciuto in Cina e a Reggio Emilia due precedenti di scarso valore accademico. Perché le intese, gli schemi, la preparazione di blocchi e l'organizzazione complessiva non si possono improvvisare. L'assenza di Miranda è destinata a pesare perché è il pilone di cemento armato piazzato davanti al portiere, mentre il recupero di Icardi rappresenta la buona notizia su cui costruire lo schieramento che prevede l'utilizzo di Felipe Melo al fianco di Kondogbia e il debutto attraente di Perisic dietro la prima punta. Avere Miranda o Ranocchia (alternativa Medel che tornerebbe a giocare come nel Cile) non è la stessa cosa e qui potrebbe aprirsi qualche crepa poiché l'unico reparto che ha dimostrato di funzionare nel Milan scombinato di questi giorni è l'attacco avvitato sulla nuova coppia Bacca-Luiz Adriano.

Sta meglio l'Inter proprio perché gode di un centrocampo in salute, fisicamente possente, capace di sbarrare il passo ai rivali che invece in quella zona hanno accumulato ritardi, carenze, limiti clamorosi e inseguito invano Witsel. E se da qualche giorno, a Milanello, ha ripreso a circolare la storiella di un improvviso recupero di Montolivo, ad Appiano Gentile non farebbero una piega. Il capitano rossonero, per acquistare il ritmo-partita, deve cominciare a giocare qualche scampolo d'accordo ma partire dall'inizio significherebbe allargare il vallo che c'è tra i due team. Mancini ha una gran voglia di liberarsi della fastidiosa sequenza negativa patita in estate al cospetto del suo ex secondo Sinisa: andare sotto per la terza volta, oltre che interrompere la cavalcata, significherebbe certificare una sorta di complesso, indegno di un maestro alle prese con l'allievo. Anche Mihajlovic non ha vissuto giorni spensierati in vista del derby. È stato a rapporto ad Arcore per spiegare i motivi della falsa partenza. A sentire non solo i cronisti ma anche Paolo Berlusconi, vice-presidente, intervistato ieri da Milan-channel «c'è piena sintonia col presidente». Il tecnico serbo ha lavorato sodo per ricacciare indietro le paure intraviste con l'Empoli. «Tocca a lui sistemare la squadra», ha fatto sapere Paolo Berlusconi. Dalle parti di Milanello è sempre il sarto che deve dimostrare il proprio talento nel realizzare un buon vestito con la stoffa a disposizione. Non ha Bertolacci ma l'ultimo Bertolacci non può costituire un alibi.