Anche Thohir promette «Investiremo»

«Continueremo a lavorare per rafforzare la solidità dell'Inter e per assicurare a Mancini una squadra competitiva e di qualità». Erick Thohir s'è fatto sentire, non è vero che la miglior risposta sia sempre il silenzio. Non ha spiegato molto ma, senza puntare il dito verso chi immaginava tenesse i soldi sotto le piastrelle, ha parlato ai tifosi: «Sono state scritte informazioni fuorvianti e inesatte sul modo in cui il mio Gruppo gestisce le proprie attività e sulla mia volontà di supportare l'Inter - si legge sul sito -. Se qualcuno sta pensando che queste storie ci distrarranno dall'obiettivo, si sbaglia. Il mio Gruppo ha attività in tutto il mondo e ho investito in Italia così come ho investito con successo negli Stati Uniti e in altri paesi. È mio dovere e, cosa ancora più importante, mia volontà, come azionista, investire nell'Inter. È ciò che stiamo facendo dal primo giorno e che continueremo a fare, assicurando capitali e managerialità». Che si dichiari un investitore, parli del suo gruppo e non della sua presidenza, alimenta dubbi su una identità perduta.

Dove sia finito l'interismo di Moratti e quanto continui a conservarsi all'interno del club è palese. Non è cambiato qualcosa, è cambiato tutto. Ci vuole tempo per metabolizzare, Thohir parla di gruppo perchè è il suo gruppo in discussione, non l'Inter. Moratti era lì, tutte le mattine in Galleria De Cristoforis, due chiacchiere, un saluto. Thohir è sempre in aereo, c'è bisogno del traduttore, si è preso del filippino, del senza soldi e dello speculatore, si è già accorto che non è facile. C'è una data, il 16 novembre 2016: «Mi impegno a supportare patrimonialmente e finanziariamente la società per almeno un triennio». Fra un anno e quattro mesi sarà una sorpresa anche per noi italiani, abbastanza insofferenti a rispettare gli impegni e naturalmente sospettosi.