Ancora Moelgg: s'inchina solo a Kristoffersen

L'azzurro secondo ad Adelboden: «Adesso voglio vincere uno slalom nelle grandi classiche»

Adelboden Ci sono tre generazioni di slalomisti sul podio di Adelboden, ma Manfred Moelgg, che rappresenta la vecchia guardia e rende sette anni a Marcel Hirscher e 12 a Henrik Kristoffersen, sembra un ragazzino in mezzo ai due fenomeni e di sicuro, fra i tre, è il più sereno e spensierato. Perché se Hirscher digerisce male la sconfitta ma soprattutto gli oltre due secondi beccati dal ragazzino norvegese, quest'ultimo ha ancora in corpo la rabbia covata fra le due manche, quando gli erano giunte all'orecchio voci secondo cui il suo miglior tempo a metà gara fosse dovuto ad un colpo di fortuna. Henrik era infatti stato fra i pochi a scendere con il sole e non in mezzo alla nebbia fitta calata durante la prova di Moelgg, numero 5 al via, l'ultimo di cui, dal traguardo, si è riuscita a vedere almeno l'ombra che sciava nel muro finale.

Ma dire che Kristoffersen va forte perché ha fortuna è da pazzi o da incompetenti, e infatti la provocazione ha scatenato in lui istinti omicidi, messi in atto nella seconda manche, sciata di nuovo con il miglior tempo, un secondo e mezzo più veloce di Moelgg e mezzo meglio di Hirscher, che dopo il sesto posto a metà gara ha dato tutto se stesso alla rincorsa di un podio che sembrava perduto.

Vento a Zagabria, nebbia ad Adelboden, le gare lotteria hanno un po' stufato, ma se alla fine i risultati sono questi, con i migliori che finiscono davanti, si può anche condividere il ritornello «lo sci è uno sport all'aperto, si sa, si accetta, la fortuna non esiste ma si conquista» ripetuto all'infinito da ogni atleta. Per Moelgg, confermarsi a tre giorni dalla vittoria di Zagabria non era scontato su una pista difficile come quella svizzera, ma Manni sta vivendo una seconda giovinezza e in questo momento tutto gli riesce facile. Il secondo posto di ieri gli dà una carica pazzesca proprio alla vigilia dei tre slalom più ambiti della stagione di coppa del mondo, i super classici Wengen, Kitzbuehel e Schladming. «Non mi dispiacerebbe vincere una di queste gare e di sicuro ci proverò, devo restare calmo e continuare a sciare così, ho fatto tanti passi avanti per tornare al livello di otto anni fa e non voglio fermarmi». Ma cosa è cambiato? «Ho lavorato tanto sulla tecnica guardando questi due al mio fianco e sui materiali: in proposito devo ringraziare mio fratello Michael (suo skiman, ndr) che ha grande merito nei miei risultati».

E mentre ad Adelboden si celebravano Manfred e i soliti noti, a Maribor, nello slalom femminile, Mikaela Shiffrin tornava alla vittoria (la numero 27 in carriera) sconfiggendo anche un palo dispettoso che le si è infilato fra gli sci mentre scendeva. Fenomenale!