Archiviare Wembley e pensare all'Udinese: "La sfida è con noi stessi"

Juve a caccia di stimoli dopo la gioia Champions Allegri: "Napoli forte ma il vero avversario..."

Torino - L'Udinese è una delle poche squadre ad avere fatto bella figura allo Stadium, al punto da averci anche vinto: 23 agosto 2015, gol di Thereau e la Juventus (già di Allegri) battuta. Da allora in poi, in campionato solo la Lazio nell'attuale stagione ha saputo fare altrettanto. Oggi, chissà. Certo, sarà un match particolare e insidioso per parecchi motivi. Il primo dei quali è da ricercare ovviamente nel dispendio di energie psicofisiche avuto dai campioni d'Italia niente meno che a Wembley, mercoledì sera: Allegri ha messo le mani avanti avvisando tutti circa l'importanza di una partita che «può rappresentare lo snodo del campionato: mancano dodici partite e noi ne disputeremo sette in casa». Non siamo ovviamente ancora al match point, ma il ko del Napoli nel turno precedente ha fatto vieppiù venire l'acquolina in bocca ai campioni d'Italia. I quali sono adesso a meno uno dalla squadra di Sarri, dovendo mercoledì prossimo recuperare il match casalingo contro l'Atalanta rinviato per neve: «Io però guardo la classifica e dico che siamo ancora secondi così Allegri perché le partite vanno giocate e vinte». Sano realismo, ma nessuno può negare che la Signora sia messa molto meglio adesso rispetto ad altri momenti della stagione. Oggi, giocando peraltro prima del Napoli, la Juventus avrà l'opportunità di vedersi per qualche ora in solitaria davanti a tutti: in questo campionato non è mai successo e, in coabitazione con i partenopei, è un evento che non si verifica dalla sesta giornata. Cogliere l'attimo è sempre stata una specialità della casa e si vorrà cercare di perpetuare le buone abitudini. «L'Udinese è una squadra fisica e aggressiva, noi siamo reduci da fatiche assortite ma non possiamo rallentare».

Con Wembley e Astori (ai cui funerali, giovedì mattina, ha partecipato buona parte della squadra nonostante avesse giocato a Londra la sera prima) nel cuore, si cercherà allora di centrare l'undicesima vittoria di fila: la porta bianconera è peraltro inviolata da sette gare, un po' con Buffon e un po' con Szczesny (titolare oggi). «La sfida è contro noi stessi ancora Allegri - Se vinci lo scudetto per sei anni di fila, con in mezzo qualche Coppa Italia e discreti risultati in Europa, non può che essere così. Il Napoli sta facendo di suo una stagione straordinaria e, potendo ora concentrarsi solo sul campionato, è avversario ancora più temibile. Per noi rappresenta uno stimolo ulteriore».

Regalandosi uno stimolo dietro l'altro, resta il fatto che la Juve - unica squadra a punteggio pieno nel 2018 nei cinque maggiori campionati europei - è ancora in corsa su tutti i fronti e, raggiungendo i quarti di Champions, si è pure messa in tasca un'altra dozzina di milioni di euro. Infischiandosene come sempre delle polemiche («non commento quanto detto da Pochettino: a Wembley l'arbitro ha fatto una buona gara ed è comunque nostra abitudine che nell'intervallo i dirigenti vengano in spogliatoio») e scegliendo il solito profilo basso: «I quarti di finale appena raggiunti sono un risultato straordinario, ma non è ammesso staccare mentalmente». Altro aspetto in cui da queste parti si eccelle, merito anche della vecchia guardia: «Le vittorie ottenute da ragazzi come Buffon e Marchisio li rendono unici, ma la loro professionalità e il loro carisma sono indispensabili perché trasmettono ai nuovi il senso di cosa sia la Juventus. Finché ci sono loro, è un vantaggio per tutti».

Detto che Buffon riposerà e che Lichtsteiner e Asamoah sono squalificati, in attacco potrebbe riposare Dybala. Pronto invece al rientro in campo Mandzukic, che completerà il tridente con Douglas Costa e Higuain.