Argentina: addio Sabella arriva il Tata Martino?

I Mondiali si sono conclusi con un risultato di tutto rispetto per la formazione Argentina, ma hanno comunque portato alle dimissioni del tecnico Sabella, che spiegherà le sue ragioni in una conferenza stampa che si terrà alle 21 ora italiana

L'ex allenatore del Barcellona Martino il dopo Sabella?

La finale, quindi, non è bastata al tecnico che evidentemente voleva la Coppa e la Federcalcio Argentina si è già messa all'opera per trovare un valido sostituto del dimissionario Sabella.

Il nome che circola con più insistenza dei palazzi del potere del calcio argentino e sulle bocche degli appassionati di calcio è quello di Gerardo Martino, detto Tato, tecnico 51enne che per un periodo si è accomodato anche sulla panchina del Barcellona, uno dei club più forti al Mondo, maturando quindi una buona esperienza in campo internazionale, e assorbendo un'idea di calcio totalizzante e meno pragmatico.

Gerardo Martino è l'uomo che vorrebbe il presidente della Federcalcio argentina, Julio Grondona, ma non è comunque l'unico nella lista dei possibili candidati per ricoprire il ruolo di commissario tecnico per una delle nazionali più forti del mondo. Tra gli altri, spicca il nome di Simeone (che, comunque, ha sottolineato coem diventerà prima o poi allenatore dell'albiceleste) e quello di Pekerman ma, entrambi, sembra non possano essere considerati papabili. Il primo, infatti, sta facendo molto bene con l'Atletico Madrid e non sembra disposto a lasciare il suo posto, mentre Pekerman non sembra interessato ad assumersi la responsabilità di guidare la Nazionale

Gerardo Marino, invece, attualmente non siede su nessuna panchina e non avrebbe nulla da perdere prendendo in carico la gestione della squadra nazionale argentina che, peraltro, con gli elementi di cui può disporre attualmente, viene considerata quasi all'unanimità una delle formazioni più forti di sempre del calcio argentino, seconda solo alla squadra di Diego Armando Maradona, giocatore ben più determinante in Nazionale di quanto non sappia essere Messi, una volta sfliatesi di dosso la camiseta del Barca.