Arianna e un'impresa da lucida follia

Allenarsi in due armi aiuta, ma concorrenza e qualifiche sono un problema

Il tifo interista di Arianna Errigo sorregge quella vena di follia che serve ad un atleta quando si mette a far braccio di ferro con la propria storia sportiva. Arianna è una splendida fiorettista con l'incubo dell'oro olimpico individuale, mai (non ancora) vinto. Ed ora, che tira anche di sciabola, vediamo chi vincerà il braccio di ferro: la vanità o la dura realtà di una singola disciplina? Nella scherma l'abitudine alla doppia arma si era persa nel tempo, in contemporanea ad una specializzazione più serrata e al maggior dispendio psico-atletico. Grandi nomi della pedana azzurra hanno regalato medaglie, mentre le donne tiravano solo con il fioretto. Poi la modernizzazione ha suggerito di concedere sciabola e spada anche al mondo rosa. Margherita Zalaffi, effervescente tigrotto senese, ha aperto la strada azzurra passando dal fioretto alla spada. Dopo ori olimpici e mondiali a squadre nel fioretto, ha vinto argento e bronzo a squadre nella spada. Ma tirando nella stessa competizione ha lasciato il segno solo nei campionati italiani (2001: bronzo fioretto individuale, argento spada individuale e a squadre).

Allenarsi nelle due armi può aiutare a migliorare qualche difetto: per esempio la sciabola impone grande velocità. Il fioretto è detto arma di punta, la sciabola arma di taglio per il diverso modo di colpire. In una specializzazione esasperata, e in un mondo ormai così vasto, serve superlativa preparazione fisica e grande tenuta nervosa: cogliere successi in alternanza, o addirittura in concomitanza, diventa impresa da Superwoman. Gli sport che, in tal senso, più si apparentano alla scherma sono nuoto e sci. Meno l'atletica con l'eptathlon, dove difficilmente si è campioni assoluti in una delle 5 discipline. In più, le Olimpiadi della scherma pongono il problema delle qualificazioni in contemporanea. A Tokyo 2020 potrebbe succedere: allora l'impresa sarebbe proprio da pazza interista.