Arma letale Hamsik e l'esorcista Benitez sfatano il tabù Chievo

Successo dopo tre ko consecutivi in campionato senza mai segnare. Doppietta del capitano azzurro e di Paloschi. Si ripete anche Callejon

Nell'era Mazzarri anche il Napoli aveva la sua fatal Verona, sponda Chievo. Rafa Benitez interrompe la tradizione negativa (tre k.o. negli ultimi tre anni e senza un gol all'attivo) con una prova di forza che suona come un forte messaggio al campionato. Il Bentegodi segna il vero punto di partenza della stagione degli azzurri: se il Bologna era stato poco più di uno sparring partner domato praticamente in un tempo, la squadra di Sannino si rivela osso duro e, almeno fino a quando Hamsik non spacca il match, tiene testa con orgoglio al Napoli.

Sette gol in due partite, Hamsik spumeggiante e sempre più arma letale, Callejon ancora a segno come nel convincente debutto, primo squillo italiano di Higuain dopo l'incidente di Capri. Verrebbe da pensare che il vuoto in fase realizzativa lasciato da Cavani sia già stato colmato e verrebbe anche da aggiungere che il gioco sia già rodato. Ma nel 4-2 rifilato al Chievo, che conferma le attitudini offensive e le diverse soluzioni con le quali la squadra di Benitez è in grado di fare gol, ci sono delle ombre legate alla difesa che mostra campanelli d'allarme da non trascurare. Su questa fase il tecnico spagnolo dovrà lavorare molto se vorrà rendere il suo Napoli competitivo anche in Europa.

Di fronte alle difficoltà poste da un avversario bravo ad alzare il baricentro quando il Napoli ha il possesso palla, tocca agli assi della rosa partenopea fare la differenza. A cominciare dal già citato Hamsik, l'ultimo rimasto dei tre tenori della prima ora (Lavezzi e Cavani sono ormai emigrati in Ligue 1). Nel giorno in cui il cognato Gargano, tornato dal prestito all'Inter, saluta di nuovo la compagnia direzione Parma, lo slovacco - capocannoniere del campionato almeno per una notte - conferma i suoi brillanti inizi di stagione dal punto di vista realizzativo: due doppiette nelle prime due giornate (sono sei in serie A per il centrocampista), l'ultimo a riuscire nell'impresa fu un certo Alex Del Piero.

Callejon - uomo tatticamente prezioso nello scacchiere di Benitez - evidenzia la sua attitudine a «vedere» la porta facendo il bis della rete segnata al Bologna su assist di Higuain, il «Pipita» cancella con il primo sigillo italiano la sua difficile settimana iniziata con lo sfortunato episodio in barca al largo di Capri (l'argentino è sceso in campo con un cerotto che proteggeva gli otto punti di sutura al mento e senza barba, in risposta alla battuta di Benitez della vigilia) e seguita con gli sfottò benevoli dei compagni di squadra nello spogliatoio. Il tutto dopo un primo tempo bellissimo per emozioni, ma nei quali sembra ancora aleggiare il tabù Chievo nella testa del Napoli, «rapace» negli ultimi sedici metri quanto confuso dietro soprattutto per i troppi spazi lasciati a un indemoniato Paloschi, alla sua terza doppietta in A dopo quelle al Lecce e alla Roma (quest'ultima con la maglia del Genoa). Il sogno del Chievo dura un tempo, l'urlo di Hamsik ai compagni all'uscita dallo spogliatoio («dai, un gol glielo facciamo!») segna la svolta dell'incontro. Il posto al tavolo delle pretendenti allo scudetto è già prenotato.