Armani e la crisi squadra sbagliata e poco allenata

Difficile capire fino a quando chi si occupa del basket milanese nel nome di Giorgio Armani riuscirà ad abusare della pazienza di un mecenate che ha speso tantissimo, vinto uno scudetto, perso molto. L'anno scorso un bagno nella delusione. La stagione appena cominciata sembra, dopo la sconfitta in Francia contro Limoges, già finita in Europa, il teatro che forse interessava di più a re Giorgio confuso, come tutti, dal cambiamento degli uomini sul campo, trovando sempre poche soddisfazioni. Sì, è vero, in campionato non ci sono tanti problemi, neppure con questa squadra sbagliata un'altra volta, ma è una consolazione da poco.Abbiamo visto come ci tratta l'Europa. Questa è stata la settimana del bianco nelle coppe: sette squadre impegnate, un solo successo quello di Cantù contro gli ultimi del Kapfenberg, cadute rovinose per Brindisi, Reggio Emilia, Venezia, Trento, Varese e appunto l'Emporio. Che ora dovrebbe vincere sempre, ma potrebbe non bastare.Il malessere della squadra di Repesa si spiega con il poco allenamento, l'ultimo infortunio di Macvan, ma sarebbe semplicistico fermarsi a questo. L'ennesima rivoluzione, costruendo la squadra intorno ad Alessandro Gentile non funziona. Vero che il giovane capitano è l'unica fonte dell'attacco, ma i suoi 20 e più tiri a partita sono una prigione da cui i compagni dovrebbero fuggire invece di fare disastri come sul campo francese. Doveva essere una squadra di rocce difensive. Panna montata in ogni senso. Soluzioni? È già stato firmato Sanders, campione con Sassari l'anno scorso. Ma sarà disponibile a gennaio quando, se la coppa fosse un altro flop, si faranno altri innesti. Facile cavarsela sempre così con i soldi del re.