Armani ko anche in Italia: Venezia svuota l'Emporio

La prima sconfitta in campionato mette a nudo una squadra ormai in crisi. E Repesa rischia la panchina

Walter De Raffaele, uno dei reduci livornesi dello scudetto più discusso nella storia del basket, quello vinto da Casalini e da Milano su un canestro fuori tempo, trova il ventre molle dell'Armani imbattuta in campionato e con la sua Reyer toglie la verginità nel piccolo mondo tricolore e non solo al rivale Repesa.

La crisi in Eurolega dei campioni di Milano diventa tossica anche in un campionato dominato, fino a ieri, con una mano sola. Questa volta sono andati tutti nel pallone, dall'allenatore ai giocatori e perdere di 4 punti (88-84) una partita giocata ad inseguimento, dopo un primo quarto agghiacciante (34-22), è stato uno schiaffo alla miseria. Eh sì, perchè anche giocando così male, segnando soltanto 16 liberi su 27, poco più del 59% per gente superpagata per allenare almeno la cosa più facile, sbagliando quasi più da vicino (51.4%) che da 3 (10 su 22), alla fine c'era ancora la possibilità di rimanere immeritatamente imbattuti.

Per fortuna il basket rispetta ancora la fatica e Venezia ha fatto il suo capolavoro, 10ª vittoria consecutiva fra campionato e coppa Fiba, esaltando il popolo del Taliercio, quel poco che si può ospitare, la gente che alla fine festeggiava con il sindaco Brugnaro la seratona di Jamelle Hagins, 16 punti 7 rimbalzi, la bella prova dell'Haynes (15 p, 4 su 8 da 3) che Milano scambiò con Siena per avere Hackett, di Tyus McGee, 6 su 9 da 3, del giovane Tonut pur sofferente alla schiena.

Per Milano e per Repesa notte fonda e l'allenatore croato ha dovuto ammetterlo: «Siamo chiaramente in crisi, sono sorpreso per la debolezza mentale di un gruppo che deve ritrovare il suo equilibrio, la fiducia in se stessi e nei compagni. In questo momento chiedi un minuto di sospensione e ne servirebbero dieci». Tutto vero, ma come dicono i saggi, il pesce puzza anche dalla testa e le facce dell'Emporio svuotato dalla Reyer erano davvero tutto un programma. Non si è salvato nessuno, neppure quelli come Sanders (15 punti, ma 5 falli in 23'), Kalnietis e Dragic, 14 punti a testa, che hanno segnato abbastanza, ma quella difesa, le 16 palle perse, 5 dal regista lituano che è diventato un problema come Raduljica, 9 punticini e 3 rimbalzi (!), sono il segnale che questo squadrone così costoso è caduto nel gorgo.

Certo la vicenda Gentile ha destabilizzato, le assenze di Macvan e Hickman non sono state coperte dalla modestia di Cinciarini, 0 punti in 14', -1 di valutazione, dalla serataccia di Pascolo fantasma in quintetto base, 5' da dimenticare come i 12' di Fontecchio (0 punti 3 palle perse).

In un clima del genere, quasi lo stesso che respirano all'Inter, è chiaro che se venerdì prossimo ad Istanbul, contro il Galatasaray ultimo in classifica, non ci sarà una reazione, potrebbe accadere di tutto. E anche Repesa rischia la sua panchina. Certo il primo posto in classifica non sembra in pericolo, ma è tutto il resto che scricchiola in una società che sembra finita nello smog che soffoca Milano.