Arpino, scrittore di football si divertiva con le pagelle

Cuore bianconero, ma non disprezzava il Torino Mischiava la letteratura col gusto perfido di dare i voti

C ampioni dello sport e campioni delle parole, con la penna, la macchina per scrivere o il microfono. Da oggi vogliamo dedicare una serie di ritratti ai grandi giornalisti e scrittori che hanno contribuito a creare miti e leggende, quando la televisione era ancora in bianco e nero, quando la radio lasciava grande spazio all'immaginazione, quando i giornali raccontavano le imprese che nessuno poteva vedere. Nomi e volti che i meno giovani ricorderanno certamente, ma che anche i più giovani devono conoscere e scoprire perché questi grandi maestri del giornalismo (non solo sportivo) hanno reso immortali i grandi dello sport, raccontando i gol di Meazza e le fughe di Coppi, ma anche i derby di Rivera e Mazzola, il Mondiale di Bearzot, i pugni di Benvenuti, le volate di Berruti e Mennea, i trionfi di Thoeni e di Gimondi. Insomma una serie di maestri d'altri tempi che però sono ancora incredibilmente contemporanei: basta rileggersi un pezzo di Brera, di Arpino o di Zanetti per rendersene conto. Il nostro viaggio non è però una biografia di queste grandi firme, ma piuttosto un ritratto curioso e magari anche affettuoso da parte di chi ha avuto il privilegio di vederli da vicino, di condividere redazioni o trasferte, di crescere con il loro insegnamento.

Elia Pagnoni