Arriva mister Bee Via al lungo derby con i cinesi

Fa bene Inzaghi a chiedere scusa al presidente Silvio Berlusconi per l'oscena prova di ieri sera a Udine. A poche ore dall'inizio degli incontri che possono decidere il destino del club, risultato e prestazione non contribuiscono certo a lucidare gli ottoni del brand. E tanto meno concorrono a valorizzare la valutazione complessiva. Semmai conferma che da qui ai prossimi mesi l'esigenza primaria è quella di procedere a un'intelligente rivoluzione da affidare a chi conosce bene l'attuale Milan oltre che il calcio italiano. Senza altri salti nel buio che sarebbero garantiti qualora davvero dovesse profilarsi all'orizzonte lo scenario (Fabio Cannavaro, altro debuttante, come tecnico e Rino Gattuso, suo vice) descritto dai puntuali sponsor di mister Bee Taechaubol, il broker thailandese in arrivo oggi a Milano per cominciare il negoziato sull'acquisto delle quote rossonere. Anzi sono proprio questi i punti deboli della proposta thailandese che ha in cordata imprenditori cinesi, tanti o pochi li conteremo: senza disporre subito della maggioranza azionaria, mandare in giro pittoreschi elenchi di management, la cui decisione spetterà sempre e soltanto a Silvio Berlusconi nel caso di cessione di una quota minoritaria, 30% cioè, è una dimostrazione di dilettantismo.

Ma si sa, questo è il giochino dei media che si divertono a congedare tecnici, allenatori e dirigenti, come se fosse operazione semplice, indolore. La cordata dei cinesi, che invece evitano di parlare, tenendo fede all'invito di Marina Berlusconi, si comporta all'opposto. Hanno in tasca un progetto ambizioso che prevede un ruolo di grande prestigio per Silvio Berlusconi e per i suoi collaboratori attuali, la figlia Barbara e Adriano Galliani. Si interessano più dello sviluppo commerciale del brand che di calcio-mercato. Domani si comincia a discutere. E nessuno pensi che la trattativa possa esaurirsi in pochi giorni.