Aru perde la strada sulle Alpi. È il giorno di re Froome III

Fabio da 6° a 13°. In crisi sull'ultima montagna chiude a 17' dal vincitore Izagirre. Oggi Parigi incorona Chris

Morzine - Tanta fatica per niente, nel senso che anche ieri hanno sgobbato tutti come dei matti sotto una pioggia torrenziale e in un clima invernale, ma alla fine non è cambiato nulla. O meglio, cambia esattamente quello che non avremmo mai voluto che cambiasse. Il nostro Fabio Aru - al mattino da Megève 6° nella generale - sull'ultima salita di questo Tour - il Col de Joux Plane - vive la sua giornata no e precipita in classifica. Si sperava nell'ultima battaglia per far saltare qualcuno e invece, alla fine, a saltare è il sardo di Villacidro, che dopo la buonissima cronoscalata di Megève, vive due giorni difficili e complicati sulle Alpi. «Sono cose che capitano ci spiega Stefano Zanini, tecnico del team Astana, la formazione del sardo -. Il Tour è una corsa durissima e selettiva e per un ragazzo come Fabio alla sua prima esperienza ci sta che possa vivere una giornata difficile. Purtroppo è arrivato sul più bello, quando ormai ci stavamo facendo la bocca».

Grida di gioia il basco Jon Izagirre, che fa sua la tappa di Morzine. Sorride con aplomb british Chris Froome, che oggi sui Campi Elisi festeggerà la conquista del suo terzo Tour de France, il secondo consecutivo. L'ultimo ad avere scritto il suo nome nell'albo della Boucle per almeno due volte di fila è stato Miguel Indurain (Contador e Armstrong un discorso a parte, ndr).

Non sorride Fabio Aru, non ne ha né la forza né il motivo. È il volto della resa, della fatica e della sofferenza. L'ultima tappa alpina doveva essere per il corridore sardo il trampolino ideale per spiccare il volo, invece si trasforma in una montagna eterna, che per Fabio diventa un Golgota. Il sardo accusa più di 17' di ritardo e precipita al 13° posto della generale a quasi 20 minuti dalla maglia gialla.

Stravolto e tutt'altro che felice per l'esito di una giornata passata tutta all'attacco è Vincenzo Nibali. Lo Squalo risale la corrente del Col de Joux Plane, riprende Alaphilippe e Pantano, i due attaccanti, e li stacca. Purtroppo per lui e per noi verrà raggiunto e poi rimontato poco prima dello scollinamento da Pantano e da Izagirre, che saluta tutti in discesa e arriva al traguardo a braccia alzate. «Non me la sono sentita di forzare in discesa dirà alla fine il campione siciliano -. Probabilmente la caduta dell'altro ieri mi ha condizionato un po': non mi sentivo sicuro e non riuscivo ad andare giù come sono solito fare. Peccato, perché una mia vittoria avrebbe reso meno amara la giornata di Fabio».

Oggi passerella finale a Parigi, sui Campi Elisi. Con Froome saliranno sul podio il francese Romain Bardet, eroe sul Monte Bianco e il colombiano Nairo Quintana, la grande delusione di questo Tour. L'avversario che Froome avrebbe dovuto avere e non ha mai avuto.

Arrivo 1. Jon IZAGIRRE (Spa) km 146,5 in 4.06'45'', media 35,623 km/h; 2. Pantano (Col) a 19''; 3. Nibali a 42''; 4. Alaphilippe (Fra) a 49''; 5. Rui Costa (Por) a 1'43''; 10. Bardet (Fra); 11. Quintana (Col); 20. Froome (Gb) a 4'18''; 56. Aru a 17'38''.

Classifica 1. Chris FROOME (Gb, Sky); 2. Bardet (Fra) a 4'05''; 3. Quintana (Col) a 4'21''; 4. Yates (Gb) a 4'42''; 5. Porte (Aus) a 5'17''; 13. Aru a 19'20''.