Aru punge e fa solo il solletico a Dumoulin

Per il momento tre fa rima con tié! Nel senso che quei tre impercettibili secondi che separano Fabio Aru dalla maglia rossa che anche ieri è restata sulle spalle di Tom Dumoulin, restano lì e pesano come macigni. Tre secondi sul gobbo di Fabio Aru, che ieri ha provato almeno con sei accelerazioni a fiaccare le ali alla “farfalla di Maastricht”. Un attacco, due attacchi, tre attacchi… niente fa fare, l'olandese non ha dato l'impressione di avere il benché minimo cedimento, niente di niente. Quattro, cinque e sei attacchi, ma lui, Dumoulin è rimasto sempre e costantemente alla ruota del tamburino sardo, che ha provato a rendere dura la corsa, ma il granatiere olandese, quello non si è scomposto di una virgola: tié! per la serie questo round me lo porto a casa io.

«Che non sia facile lo so perfettamente - ha detto a fine corsa Fabio -, ma il nostro obiettivo è provarci fino alla fine, senza commettere l'errore di portarlo in carrozza alla tappa di domani. Tom è un ottimo corridore e lo sta dimostrando da inizio stagione. Io so che è possibile batterlo, ma solo anche che è necessario tenerlo sotto pressione».

Dal canto suo, Tom Dumoulin appare sereno e sicuro per aver difeso alla grande la sua maglia di leader. «Aru ha provato a prendere la maglia rossa ma dopo che l'ho inseguito un po' di volte ha capito che l'avrei tenuta io - ha spiegato l'olandese -. Fabio ha una squadra forte? Certo, ma ce l'ho anch'io».

Per la cronaca Nicolas Roche ha vinto la diciottesima tappa della Vuelta, con traguardo a Riaza. L'irlandese del Team Sky ha battuto allo sprint lo spagnolo Zubeldia. Oggi altro arrivo impegnativo ad Avila, dopo 186 km. Fabio ci riproverà.

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