Asensio, un anno fa al Real non aveva numero

La clamorosa ascesa della stella. Il preferito di Zidane: "Etica del lavoro fuori dal comune"

Bravo ma segna poco. Così la scorsa estate gli addetti ai lavori spagnoli parlavano di Marco Asensio, da poco rientrato al Real Madrid dopo un prestito all'Espanyol. Un anno dopo tutto si è capovolto, e quello del 21enne originario di Palma di Maiorca è il nome (e il piede) più caldo nel panorama delle Furie Rosse. Merito dei 4 gol finora segnati nelle prime 5 uscite ufficiali del Real Madrid, con due reti rifilate al Barcellona nel doppio confronto di Supercoppa spagnola e la doppietta al Valencia che domenica ha salvato i blancos dalla prima sconfitta stagionale. Il tutto dopo una stagione, quella 2016/17, iniziata senza neppure vedersi assegnato un numero di maglia ufficiale quelli che vanno dall'1 al 25, mentre a lui capitò il 28, quasi fosse un canterano appena promosso in prima squadra e chiusa con la rete del 4-1 alla Juventus nella finale di Champions che ha chiuso definitivamente la partita. Nel mezzo, debutto con gol in tutte le competizioni alle quali il Real Madrid ha preso parte, con l'eccezione del Mondiale per club, dove Asensio non ha disputato nemmeno un minuto. Per il resto, rete al Siviglia nella Supercoppa Europea, alla Real Sociedad nella Liga, al Legia Varsavia in Champions e al Cultural y Deportiva Leonesa in Copa del Rey. Così un acquisto poco Real è costato 4 milioni di euro è diventato un uomo da 500 milioni. A tanto ammonta infatti la clausola rescissoria con la quale le Merengues l'hanno.

L'imponente ascesa di Asensio, passato nel giro di quattro anni dalla seconda squadra del Maiorca a uomo decisivo del Real Madrid, è resa ancora più imponente dal contesto nel quale si è ritrovato dopo il prestito all'Espanyol. Perché le pur ottime referenze miglior giocatore dell'Europeo under-19 2015 vinto con la Spagna, rivelazione 2016 della Liga, nella top 11 dell'Euro under-21 2017 non potevano garantirgli nulla in un Real Madrid che, nell'estate 2016, si presentava ai blocchi di partenza con un reparto offensivo composto da Cristiano Ronaldo, Benzema, Bale, James Rodriguez, Isco, Morata e Lucas Vazquez. Zidane però ha visto in lui, oltre al talento «noto a tutti, un'etica del lavoro non comune». Il resto è storia attuale.

Trequartista o esterno alto, adesso tocca al ct Lopetegui trovargli una maglia da titolare in un reparto dove la qualità abbonda. Asensio frequenta la nazionale dal maggio 2016, quando Del Bosque lo convocò per le amichevoli preparatorie all'Europeo. Lo fece perché mancavano ancora i titolari di Real e Barcellona ma anche per spegnere sul nascere le velleità dell'Olanda di vestire in arancione il giovane talento, nato da padre spagnolo e madre olandese. Oggi è con le Furie Rosse solo perché è bravo.