Schwazer punta alle Olimpiadi: lo allena il guru della lotta al doping

Il marciatore azzurro squalificato per tre anni e nove mesi in seguito alla positività prima di Londra 2012 vuole tornare a gareggiare. Per farlo ha scelto Sandro Donati

Alex Schwazer durante una conferenza stampa a Bolzano

Il grande reprobo dell'atletica italiana vuole marciare a Rio 2016. Alex Schwazer, l'azzurro azzurro oro nella 50 km a Pechino 2008 trovato positivo all'eritropoietina alla vigilia di Londra 2012, riparte dal guru tricolore della lotta al doping. Il suo allenatore in vista della sfida olimpica, tutta da conquistare a forza di sudore e tacco-punta sull'asfalto, sarà infatti Sandro Donati. Il consulente della Wada, l'agenzia internazionale per il contrasto al doping, sarà l'allenatore di Schwazer, proprio come richiesto dal marciatore altoatesino nelle scorse settimane in un sussulto di dignità sportiva dopo le pessime pagine scritte e fatte scrivere con la positività, le bugie e la melina davanti ai giudici. E insieme a Donati ci sarà anche Dario D'Ottavio, lo scienziato che è stato anche membro della commissione di vigilanza ministeriale della legge antidoping, e la sfida avrà il supporto dell'associazione Libera di Don Ciotti.
Il marciatore resta squalificato fino al 29 aprile 2016 dopo le due sentenze del Tribunale nazionale antidoping: i tre anni e mezzo nel procedimento seguito alla sua positività all'Epo più altri sei mesi, diventati tre per la «collaborazione», per l'elusione del controllo la mattina del 30 luglio 2012, lo stesso episodio che ha poi provocato la squalifica di Carolina Kostner per «favoreggiamento». Ha già iniziato ad allenarsi, ma non appena potrà gareggiare avrà bisogno di risultati immediati per strappare il tempo limite necessario alla qualificazione. Ci riuscirà senza barare? I nuovi compagni di viaggio dovrebbero essere garanzia di affidabilità. Per il programma completo basta attendere mercoledì: alle 11 alla sede della Fnsi in Corso Vittorio Emanuele a Roma sarà svelato il progetto di collaborazione tra Donati e Schwazer.