In attesa di Leo, tocca all'Inter del futuro

nostro inviato ad Appiano Gentile

Moratti: «Questa nuova Inter mi entusiasma. Sarà vincente!». Tranquilli è del 4 luglio scorso, ma tra poco ce lo sentiremo ripetere perché il presidente è un irriducibile e anche Botta e Laxalt bastano per irrorarlo di nuovo ottimismo. Del resto non si poteva prevedere un finale di stagione così tribolato, Strama è partito per un posto in Champions con Milito, Palacio, Cassano, Sneijder, Coutinho, Guarin e Livaja, sta cercando di arrivare in Europa League con Rocchi e Alvarez: «Senza centravanti - ha detto il tecnico -è diverso dal restare senza un difensore». E non ha avuto neppure il bisogno di spiegarlo. Oggi è a Palermo e non esce nessuno dall'infermeria, Chivu era già in panchina col Parma, il resto è tanta Primavera: «Siamo in pochi, magari qualcuno in settimana rientra». Sannino ha il sangue agli occhi: «Mi fa arrabbiare sentire che giochiamo contro le riserve!».
Ha ragione. L'Inter al Barbera non va con le riserve, questa è la prima squadra e, a occhio, neppure così lontana da quella della prossima stagione, mancano Guarin e Palacio. Strama segue il progetto e non lo perde di vista, i veterani ci sono già, servono ragazzotti motivati, gente fresca, da corsa, sempre che Handanovic resti: «È un giocatore che ho voluto. È uno dei più importanti, uno dei più carismatici. Uno a cui non si può rinunciare. Un punto fermo per il futuro». Detto con pacatezza, con tante pause, quasi un messaggio alla presidenza perché, se reali, i 30 milioni del Barcellona sono tanta roba. E se non ci fosse neppure un pensiero al riguardo, allora non si spiegherebbero le voci su Marchetti. Ma lasciamo perdere David Villa o Alexis Sanchez. Ci sono Icardi, Livaja, Longo, Palacio e Milito, eventualmente Rocchi, mica finirà ogni anno con una moria...
E poi c'è una società che sta cambiando faccia, in trasformazione, nuovi partner: «Il presidente me ne parla - ha detto Strama -. Ci sono investitori che si offrono all'Inter e non il contrario, perché l'Inter ha basi solide, starà a Moratti valutare se un socio è affidabile oppure no». Intanto il ritorno di Leonardo sembra ormai cosa fatta. Avrà la carica di direttore generale, ma potrebbe andare ancora più su, sopra tutti, con un ruolo alla Galliani che sgraverebbe Moratti da troppe incombenze. Non potrà sistemare tutto ma è uno che ha conoscenze e ora con Moratti è tutto carinerie e complimenti.
Intanto oggi c'è Sannino che vuole la partita che il Palermo non è mai riuscito a fare: «Siamo al bivio - ha detto-. O la A o la B». Strama gli ha risposto: «Siamo qui e vogliamo far bene». Magari l'hanno solo sedato.