Azzurri choc contro Hackett «Violate le regole del gruppo»

La verità dei compagni di nazionale in una lettera In bilico il futuro del giocatore, squalificato sei mesi

Il vento del perdono non ripulisce l'aria intorno all'ammutinamento azzurro di Daniel Hackett squalificato per sei mesi dopo la fuga dal ritiro di Trieste. Proprio quando sembrava che tutto potesse essere rimesso a posto con le scuse del giocatore che ha finalmente ammesso la sua colpa, nelle stesse ore in cui l'Emporio Armani, che avrebbe potuto rompere il contratto per giusta causa, una squalifica superiore alle 10 giornate consente la separazione fra le parti, si era seduta al tavolo con l'agente Scotti per ridiscutere tutto ed eventualmente riconfermare il triennale, magari riducendo il compenso, ecco la bomba d'acqua del comunicato degli Azzurri, firmato anche da Alessandro Gentile, capitano dei campioni d'Italia, che prendono le distanze dal fuggiasco.

Una presa di posizione durissima spiegando alla gente che tutti i convocati per questa estate bagnata si schierano dalla parte della Federazione, dei medici della nazionale, perché «loro sanno come sono andate davvero le cose», perché tutti possono confermare che «mai nessuno è stato costretto a vestire la maglia azzurra», uniti nel sostenere una organizzazione che ai giocatori ha «sempre dato la massima assistenza».

La premessa della lettera, non giudici, ma uomini, professionisti, è chiarissima e l'accusa che fanno al compagno scappato mentre loro andavano verso il torneo di Sarajevo il 17 luglio, è quella più dura «Daniel ha violato le regole di convivenza ed è lui che si è chiamato fuori non rispettando le regole comuni, chiediamo a tutti il rispetto di queste norme che sono la base per far nascere una vera squadra. Bastava che lui avesse la pazienza di aspettare il responso dei medici e poi, come è capitato a tanti altri, sarebbe stato autorizzato ad andarsene. Ci sono regole non scritte che lui non ha rispettato, che hanno minato la coesione che serve a questa Nazionale per raggiungere i suoi obiettivi».

Una legnata inattesa che cambia davvero tante cose e che, probabilmente, costringerà Milano a rivedere ancora le clausole per un nuovo accordo con uno dei giocatori più pagati, perché non sarà davvero facile rimettere insieme, nella stessa squadra il capitano che ha firmato la lettera e l'uomo che a Natale, arrivando da Siena, sembrava aver completato il mosaico per arrivare poi al tanto sospirato ventiseiesimo scudetto atteso per 18 anni.

Una lacerazione imprevista anche se già l'anno scorso, quando Hackett rinunciò alla maglia azzurra, senza squalifiche, si sentiva mugugnare perchè la tendinite che lo faceva soffrire non gli impedì di andare in campo per la preparazione estiva di Siena mentre Azzurra Tenera perdeva il treno mondiale, sfinita dal bel torneo di Capodistria, sul campo di Lubiana.

Il tormentone continuerà anche nei prossimi giorni adesso che il vento del perdono faceva pensare ad una riduzione della squalifica, all'utilizzazione di Hackett da parte dell'Emporio nella super coppa di Sassari una settimana prima dell'inizio del campionato, visto che la squalifica parte dal 12 ottobre, e poi nell'Eurolega che si inizierà da Istanbul contro il Fenerbahce che ha appena spedito a Milano Kleiza .

Certo il nostro cavaliere infelice non si aspettava una cosa del genere, proprio adesso che tutto sembrava aiutarlo a rientrare in società dopo l'atto di contrizione consigliato quando le sue repliche avevano irritato davvero l'ambiente. Rinunciando al ricorso aveva ammesso tutte le colpe, insomma sperava di salvare un contratto importante senza cercare avventure da altre parti, sostenuto anche dai molti che hanno considerato esagerata la squalifica di sei mesi.

La lettera da Trieste stilata dalla Nazionale appena rientrata dal vittorioso torneo di Skopje, alla vigilia dell'ultimo test dal 3 al 5 agosto al Pala Rubini contro Bosnia, Canada e la nuova Serbia allenata da Sasha Djordjevic, mette il giocatore in una situazione scomoda, delicata per l'oggi, ma soprattutto per il domani.