Dal baby Euro al Mondiale La storia dice che si può fare

Nel 2004 l'ultimo trionfo dell'Under 21 «portò» a Berlino E gli Azzurrini di oggi sognano di fare come De Rossi...

Sono i giorni dell'astinenza, dalla finale di Champions ne sono passati dieci e ai drogati di football sembra già un secolo. In questa estate dispara, senza Europei e Mondiali, bisogna fare con quel che c'è: perciò dopo il «metadone» dei playoff di serie B e l'insperata parentesi dell'Under 20 adesso ci aggrappiamo ai loro fratelli maggiori, sperando che riescano a tenerci compagnia per tutto il mese.

Domani la truppa di Gigi Di Biagio parte per la Polonia (dove esordirà domenica sera contro la Danimarca) e lo fa con parecchia speranza. «È una delle Under 21 più forti degli ultimi vent'anni», ha detto il ct che ieri ha ritrovato anche i cinque prestati alla nazionale maggiore. Ed è vero: forse non ha giocatori di classe pura come Verratti e Insigne, che nel 2013 riportarono gli azzurrini in finale agli Europei a nove anni di distanza, ma la qualità media della squadra è anche più alta e ricorda quelle dei tempi d'oro di Cesare Maldini, Tardelli e Gentile.

Per i bookmakers siamo la terza o la quarta favorita, dietro a Spagna e Germania e più o meno allo stesso livello del Portogallo. Considerando che i tedeschi dovranno rinunciare ad alcuni pezzi pregiati convocati da Löw per la Confederations Cup in Russia, tra le stelle della competizione ci sono diversi dei nostri: gente come Donnarumma, Rugani e Berardi ha poco da invidiare - anche come valutazione di mercato - ai vari Saul Niguez, Bellerin, Iñaki Williams, Dahoud, Gnabry e Renato Sanches. È una generazione di talento e c'è da scommettere che (al netto di brutte sorprese a novembre) alcuni di loro l'anno prossimo saranno fra i 23 con cui Ventura andrà a giocarsi la coppa del mondo.

L'ultimo trionfo dell'Italia Under 21 è datato 2004 e scorrendo i nomi di quella rosa si scopre che ben cinque di loro due anni dopo fecero il bis a Berlino con Lippi: si tratta di Amelia, Zaccardo, Barzagli, De Rossi e Gilardino. Poi, dal 2007, gli Europei dei giovani iniziarono a svolgersi negli anni dispari e da allora sono stati pochi quelli che, dopo averli giocati, sono riusciti a fare il «salto» in soli 12 mesi: Chiellini e Aquilani furono convocati anche per Euro 2008, Bocchetti, Criscito e Marchisio andarono in Sudafrica nel 2010, poi nel 2011 l'Under non si qualificò per la fase finale, nel 2014 Verratti, Insigne e Immobile parteciparono al mondiale brasiliano e l'anno scorso nel gruppo di Conte agli Europei l'unico azzurrino del 2015 fu Sturaro.

Se con Ventura l'età media della nazionale maggiore si è molto abbassata il merito è anche degli stage, grazie ai quali le nuove leve possono inserirsi gradualmente. Dei 23 scelti da Di Biagio solo Bernardeschi aveva già esordito con Conte. Il nuovo ct si è presentato a settembre lanciando in un colpo solo Donnarumma e Rugani, poi ha proseguito a marzo con Gagliardini e domenica sera con Pellegrini. Nell'amichevole non ufficiale di due settimane fa contro San Marino hanno giocato anche Scuffet, Caldara, Ferrari, Conti, Cataldi, Chiesa, Berardi e Petagna. Capitan Benassi era una delle due riserve per Euro 2016. Insomma, praticamente due terzi della rosa ha già frequentato il piano più alto: comunque vada in Polonia, si può dire che dopo anni di ristagno l'Italia sta finalmente cambiando pelle.