La Badia fa il pieno, ma il parallelo non decolla

Vince la matricola Sarrazin, gigantisti perplessi. Hirscher: «Cosa c'entra con la nostra coppa?»

Lucia Galli

La Villa Un francese che beffa uno svizzero e un norvegese. Non è una barzelletta, ma il verdetto della gara più elettrica del Circo bianco: il gigante parallelo di Alta Badia ha premiato, come giusto per una gara nuova, una matricola dello sci, il bleu Cyprien Sarrazin, 22 anni, al primo podio in carriera. Lui si definisce serial skier e ha beffato due veterani di coppa come Carlo Janka e Kjetil Jansrud, qui vincitore nel 2015 e vincitore, però, del nuovo Suedtirol Ski Trophy che, riunendo, per la prima volta, le gare di Val Gardena e Alta Badia, assegna 20mila euro al più presenzialista.

Poca gloria azzurra: sia i tre gigantisti Moelgg, Nani e De Aliprandini, sia il jet Paris - sono usciti al primo turno. Fuori un turno più avanti Florian Eisath, ancora sull'onda del sorriso per il podio di domenica. Fuori subito, come lo scorso anno, Hirscher, Pinturault e Neureuther, tanti big della disciplina. Già, ma quale? Ibrido di un parallelo: nei primi anni si correva con sci da slalom, ora d'obbligo sono gli sci da gigante cui però questo tracciato catapulta sono poco più di 20 secondi di gara su 444 metri non somiglia per niente. I punti? Valgono per la classifica generale e per il gigante, ma di solito vanno meglio i velocisti, meno pavidi sui due saltoni piazzati ad arte e disegnati da un Gps che la regia del comitato organizzatore di Alta Badia hanno adottato per creare due percorsi gemelli al centimetro.

E allora? Il pubblico sembra gradire e quindi il cliente ha sempre ragione. Però i ragazzi un'idea l'avrebbero: «Gara promossa, ma da rivedere: o se ne fa un mini circuito con almeno tre prove, oppure non è giusto che i punti valgano per il gigante», dicono in coro gli azzurri. Hirscher, che si vede insidiato fra le porte larghe, fa il diplomatico: «E' una gara che ha potenziale, ma vi sembra un gigante? No, e allora ecco la risposta». La festa in Alta Badia però è grande: Kjetil Jansrud, come vincitore del nuovo mini circuito, dovrà cimentarsi anche come cuoco e modello, creando il piatto della vittoria con lo chef bistellato Norbert Niederkofler, «a base di renna», hanno scherzato i due. Poi nella notte un gruppo di artisti armati di tecnologia 3D ha provveduto a prendergli le misure per creare un busto in legno da esporre in Val Gardena.

Intanto l'Italsci con 12 podi (6 firmati da Sofia Goggia) e 7 atleti sugli scudi riprende il suo cammino. Oggi gigantiste a Courchevel (dirette Tv alle 10.30 e 13.30). Giovedì sera slalomisti a Madonna di Campiglio per un'altra gara mito, con la 3Tre del Canalone Miramonti.