Come Baggio? No è soltanto una commedia buffa

Quando Roberto Baggio lasciò la Fiorentina ci furono moti di piazza. Non andava a Milano o a Roma o a Napoli ma si trasferiva tra i maledetti gobbi di Torino e, per un tifoso viola, non c'è cosa peggiore della Juventus. Quando Luis Figo passò dal Barcellona al Real Madrid, i tifosi catalani gli lanciarono una testa di porco in campo, perché capisse che razza di tipo fosse. Quando Maurice Johnston, attaccante cattolico del Celtic, dopo una breve stagione al Nantes, accettò l'offerta di giocare, primo nella storia del football scozzese, con i protestanti dei Rangers di Glasgow, fu minacciato di morte. Storie di sempre di questo gioco di popolo e di padroni. Dopo i tumulti e i fermenti la cronaca del campo si dedicò ad altro, alle stesse imprese dei tre, con maglie e risultati diversi. Donnarumma sta diventando un caso a parte. È finito nei vespasiani della comunicazione digitale, è un bersaglio di un manipolo di idioti che gli lanciano banconote false, perché così si significa il disprezzo, come le monetine contro Craxi. Donnarumma è un tifoso del Milan. Questo si sa. Ma è anche e soprattutto un professionista. Gioca a calcio per passione ma per mestiere. Non può ragionare come i tifosi o come i giornalisti, tifosi anche quelli. Dice: ma è un pupino che dovrebbe imparare la lezione del pupone. Francesco Totti, in una delle sue recenti interviste, ha ammesso di avere commesso un errore che non vorrebbe ripetesse suo figlio nel caso in cui: giocare sempre per la stessa squadra, nella stessa città. Non significa, questo, un tradimento, una mancanza di affetto o di fiducia. Tradisce chi finge, tradisce chi approfitta, tradisce chi scappa. Forse non capitò lo stesso a Mourinho, nella notte di Madrid? Non accadde con Arrigo Sacchi o Antonio Conte, ai tempi della nazionale per il grande coach milanista o della Juventus per il salentino? E forse qualcuno può mettere in dubbio la loro professionalità? Se Donnarumma dovesse finire al Real Madrid non sarebbe un danno per l'Italia ma un motivo di orgoglio, perché il nostro migliore talento giocherebbe nel più grande club del mondo, dunque prestigio, onore e non danno. Se Donnarumma dovesse passare a una squadra italiana, la Juventus, sarebbe un disonore per i tifosi e per chi crede che i soldi degli altri puzzino, mentre i propri profumino di incenso. Potrebbe anche esserci un colpo di scena finale, Donnarumma resta al Milan. E allora i dollari saranno coriandoli di festa e Gigio un figlio che non abbandona la famiglia. Una commedia buffa.

Commenti

Boxster65

Mar, 20/06/2017 - 08:40

E' colpa di Raiola. Donnarumma ha 18 anni. E' mal guidato.

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joe pizza

Mar, 20/06/2017 - 09:18

Ecco , bravo Tony Damascelli , adesso fammi un bell'articolo su Mino Raiola . Ma fatto bene !

pupism

Mar, 20/06/2017 - 09:25

Caro Damascelli è un paio di giorni che lei disquisisce sul caso Donnarumma. Forse perchè è Juventino ma le faccio presente che il calcio vive dei tifosi (abbonati stadio o TV poco importa) delle loro passioni, del loro attcamanto alla squadra (magliette, bandiere gadgets,ecc).Tutto questo permette a questi milionari di vivere per ca 20 anni nel mondo dorato del pallone, idolatrati e ben pagati. A maggior ragione per uno sbarbato di 18 anni che si permette di prendere in giro milioni di tifosi che hanno visto anche 2 volte andare in serie b la squadra. bene hanno fatto a Cracovia a fare quella contestazione e non è un caso che tutta la tofoseria ukltras o meno sia dalla parte della A.C. MIlan.

Filippolamonaca

Mar, 20/06/2017 - 10:17

non condivido nulla del suo articolo

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nowhere71

Mar, 20/06/2017 - 10:27

Hanno fatto benissimo a contestarlo, ci pensi due volte a baciare la maglia. Sono le prostitute che ti baciano per i soldi. E' stato trattato come tale, non vedo il problema

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giovinap

Mar, 20/06/2017 - 10:53

caro damascelli non sarebbe più semplice , per lei barese , parlarci un tantinello del bari, del lecce , del bitonto o del castellaneta ? i più sfegatati tifosi(e non giornalisti) della giubbentussa , siete i diseredati del calcio del sud italia(siciliani , calabresi , pugliesi e lucani ,un solo pseudogiornalista prezzolato la sovrasta : mughini , il siculo che fa finta di essere di dinastia sabauda .

sale.nero

Mar, 20/06/2017 - 23:05

Donnarumma deve essere libero di decidere cosa vuole fare. Il Milan però deve solo dargli un 'veto': andarsene dall'Italia e giocare con una squadra straniera. Vedercelo contro in campionato non sarebbe il massimo. Raiola non è certo un bell'esempio di tutore.

quell'io

Mer, 21/06/2017 - 06:13

Immagino che a Lei il totale disprezzo del MILAN faccia solo piacere. Sento puzza di gobbo; e l'olezzo, mi creda, è peggiore di quello che si annusa nei "vespasiani della comunicazione digitale".

nikolname

Mer, 21/06/2017 - 08:15

E' colpa dei milanisti che si stanno facendo un film che non esiste. Per questo ragazzo giocare al pallone è un lavoro, come tutti coloro che lavorano vuole andare dove guadagna di più e preferisce stare in un club prestigioso che in uno decaduto posseduto da speculatori cinesi.

Lucky52

Gio, 22/06/2017 - 12:02

Caro Damascelli la commedia buffa è stata messa in piedi dalla famiglia Donnarumma e da Raiola, la classica sceneggiata napoletana. Che un giocatore italiano meglio ancora se bravo vada all'estero non lo trovo motivo di orgoglio ma una sconfitta nazionale; come lo è quando i ns. giovani laureati devono andare all'estero per trovare lavoro anche come baristi o commessi perchè in Italia non c'è più niente. E' una sconfitta per tutti noi e non una vittoria. Ci pensi bene e rifletta.