Bale principe di Galles vuol mandare a casa la regina

Nel rugby sarebbe una sfida per vincere il Sei Nazioni, ma nel calcio potrebbe ribaltare secolari gerarchie

La palla è rotonda. Non ovale. Perché allora la sfida di stasera sarebbe epica, come insegna la storia del rugby. Ma si tratta di football e, dunque, il derby che si gioca oggi pomeriggio a Lens ha un gusto diverso e tornano alla mente le parole di sarcasmo di Dudley Wood per decenni segretario della federazione rugbistica: "Tra gli inglesi e i gallesi esiste una relazione basata sulla fiducia e sulla comprensione: loro non hanno fiducia in noi e noi non comprendiamo loro", va da sé che le origini di mister Wood sono inglesissime da cui il superiority complex su tutto ciò che va oltre la patria, geografica e regnante. Effettivamente comprendere un gallese, leggendo un cartello segnaletico stradale, è impresa impossibile, ma qui si parla di pallone e il dialogo è possibile anche perché l'almanacco del calcio inglese, quello che conta, sono illustri le presenze dei grandi di Cumbria, da John Charles a Ian Rush, da Allchurch a Mark Hughes, da Vinnie Jones a Ryan Giggs per finire a Gareth Bale, mister uanandred, cento milioni di euro versati dal Real Madrid per trasferirlo dal Tottenham di Londra in Spagna. Roba seria, una fetta grande della storia calcistica continentale. L'Inghilterra di oggi rivede il buio dei terribili anni Ottanta alla voce hooligans, se li è portati come bagaglio appresso, hanno devastato, con la gang russa e francese, Marsiglia, ci stanno provando con il nord, Lens, la notte è andata via con le solite paure. Che non riguardano e non coinvolgono il Galles che del Regno Unito fa parte ma è disunito dalle scene di guerriglia lercia e violenta dei fans di Rooney e Sterling. Una macchia che sembrava cancellata ma, improvvisamente, è tornata sulla bandiera, Dio salva la Regina ma non ce la fa con questi bastardi senza gloria.

Cerco di venire al calcio ma resto sul tema: infatti Garteh Bale ha spedito il messaggio niente affatto cifrato: "Noi giochiamo con più passione e più orgoglio per la maglia, di loro". Rody Hodgson ha cestinato la missiva: "Certe parole non ci disturbano, anzi meglio non rispondere. Rooney e io siamo nel football da anni e sappiamo bene perché e per come si dicono certe frasi". Parenti serpenti, si potrebbe pensare, così sarà.

L'Inghilterra parte con l'handicap, un solo punto come da tradizione all'esordio mentre i gallesi hanno fatto il pieno, dunque novanta minuti con la trappola della vergogna per Hodgson e la sua truppa, un'ora e mezza e Gareth Bale potrebbe diventare non soltanto socio di Carlo dei Windsor come principe di Galles ma del resto d'Europa, e sarebbe un altro fallimento. La giovane Inghilterra non ha l'equilibrio difensivo che si dovrebbe, Roy Hodgson ha girovagato tra Svizzera e Italia ma non è riuscito a trasmettere la lezione tattica a gente che corre, suda, soffre ma non ha uguale fosforo per difendersi. Di certo un pari non servirebbe all'onore, solo alla classifica cui aggrapparsi prima dell'ultimo giro contro la Slovacchia.