Balo, lo specchio dell'ultimo Milan

Può chiudere in bellezza una stagione orribile e preparare il mondiale nel migliore dei modi

Balotelli ha capito la lezione? Forse gli è servita quella panchina a Roma, il colloquio fitto fitto con Seedorf il giorno dopo all'Acqua Acetosa. Forse gli è servito anche l'intervento tempestivo del club per correggere al volo l'equivoco nato mercoledì notte con la sua frase in tv («chi mi provocava era l'arbitro, ci sono alcuni che dialogano, altri no, mi ha ammonito per una frase») sugli arbitri e sul fischietto di Firenze («non volevo assolutamente recare offesa al signor Orsato» la frase pubblicata sul sito rossonero). Forse ha anche capito che ricucire lo strappo con i tifosi, indicati all'atto del gol su punizione, può tornare utile alle sue prestazioni e al suo futuro. Solo con la critica è rimasto sul piede di guerra («ma non volevate mandarmi nemmeno al mondiale!») ma non è di certo un problema. Piuttosto il tema del giorno, al ritorno da Firenze, è un altro e può persino lasciare in disparte il dibattito sul colloquio chiarificatore di venerdì scorso tra Galliani e Seedorf, quando hanno ricordato al tecnico che anche lui «dipendeva dai risultati e non dalla prossima stagione». Balotelli sa fare gol solo su punizione o rigore? A Firenze Mario ha chiuso con un piccolo rimpianto. «Volevo far gol su azione, perciò me la sono presa con Honda» la spiegazione dell'interessato autore di un bel gesto ...chiarificatore verso il giapponese. Nessuno può dire con certezza se il metodo “carota sì carota no” di Clarence è più efficace di quello, spartano, adottato da Allegri ma tutti però devono ammettere che le cifre sono dalla parte di Mario e della sua stagione che pure è in chiaroscuro rispetto a quella precedente.

Prendete dal grafico il numero dei tiri nello specchio della porta: uno su due, addirittura. Prendete la percentuale dei passaggi riusciti: quasi il 68% che in una squadra dalla cifra tecnica non elevatissima è qualcosa di sorprendente. Prendete infine il numero dei falli subiti e fatti: sono troppi in ogni direzione. Con la conseguenza, inevitabile, dei cartellini che possono diventare un peso oltre che un vizio imperdonabile. Il record di Firenze è il seguente: con un cartellino giallo sulla schiena è riuscito a finire la serata senza rischiare l'espulsione. Visti i precedenti, c'è da stappare lo spumante. Merito anche delle frasi provenienti dalla panchina al quarto uomo («io calmo Balotelli ma voi calmate gli altri» la chiosa dell'olandese) e dello scambio colorito di frasi con Ambrosini. Balotelli è lo specchio dell'ultimo Milan: può chiudere in bellezza una stagione orribile. Aggiungendo altri gol (28 fin qui in rossonero) ai sorrisi distribuiti ieri ai tifosi fuori dai cancelli di Milanello, moltiplicando i punti di una classifica povera e umiliante, preparando insomma il mondiale nel migliore dei modi. Come gli ha suggerito Prandelli qualche giorno fa: «Dia retta a Seedorf». Al resto devono provvedere il commissario Galliani e Seedorf, oltre che i consigli di Tassotti e un paio di riflessioni che servono a realizzare il lavoro del tecnico. La condizione fisica è nettamente migliorata, la coppia De Jong e Muntari, in attesa del ritorno di Montolivo, è una gran bella diga.

Commenti
Ritratto di GWENDOLIN

GWENDOLIN

Ven, 28/03/2014 - 17:33

Cambiate modulo di gioco e rimandate Kakà da dove è venuto. Tutti giocano con due punte noi del Milan siamo superiori cene basta una, che naturalmente marcato da due o tre difensori non può fare NULLA. Il Tosco