la bancarella del giorno

L’arrivo di Zambrotta (9 milioni, pagamento biennale) restituisce al Milan un altro primato. «Abbiamo 5 nazionali e 15 italiani nella rosa: credo sia un record» detta Adriano Galliani soddisfatto dopo l’accoglienza riservata al terzo acquisto (Flamini e il riscatto di Borriello i primi due) della nuova serie. Approvato dal presidente Berlusconi, dal tecnico oltre che dal gruppo storico che, come si sa, ha voce in capitolo e dallo stesso terzino azzurro, naturalmente. «Doveva arrivare dieci anni prima, nel ’98 quando era al Bari, poi la Juve fece un rilancio e noi lasciammo perdere» ricorda ancora Galliani che socchiude la porta a Ronaldinho e la riapre «per un centravanti», comunitario di sicuro, «Eto’o e Drogba lo sono». Addio a Shevchenko, par di capire. Da registrare la chiosa di Galliani su Ancelotti. «La richiesta di uno scambio col Chelsea è solo una battuta anche se esistono un paio di precedenti in materia»: il riferimento è al passaggio di Carlo dalla Reggiana al Parma (in cambio di Strada) e di Trap dall’Inter di Pellegrini alla Juve (in cambio di Dino Baggio). «Penso che prima o poi anche questa diventerà una abitudine. Non capisco infatti per quale motivo un calciatore sotto contratto viene trasferito dopo un negoziato e non si debba fare lo stesso per un allenatore» la riflessione di Galliani. Che mette probabilmente un paletto in questa corsa affannosa ai tecnici sotto contratto. Chi li reclama deve prepararsi a qualche sacrificio economico, tanto per cambiare.

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