Banchi: "Ecco come cambierò l'Armani"

"Voglio che sia coriacea, con una sua identità e motivo d'orgoglio. Dovrà essere una squadra protagonista in Italia e in Eurolega"

Ha camminato sulla via Washington vicino alla vecchia Borletti e a casa Gamba, il primo ad applaudire per la scelta, con i vestiti da campione d'Italia e una bella storia nel nome di Siena, poi è entrato dalla porta girevole, rimesso a nuovo con un grigio Armani: da ieri mattina Luca Banchi, toscano di Grosseto, classe 1985, è il ventesimo allenatore dell'Olimpia Milano. È il giorno del divorzio quasi sicuro del Calvani che ha portato Roma alla strepitosa finale, e dell'accordo ufficiale, ufficiosamente era già tutto fatto quando Vitucci ha scelto di tornare ad Avellino, di Varese con il Fabrizio Frates che a metà stagione aveva pagato per tutti all'Emporio, cacciato senza colpa e senza un vero motivo. Diceva un francese arguto che il matrimonio viene dopo l'amore sbocciato davanti ad un birra che gli piaceva poco quando dopo aver eliminato Milano stava affrontando Varese e correva verso il settimo scudetto consecutivo, il primo come generale dopo sei da primo assistente del Pianigiani che ha scelto la Nazionale, ora speriamo che non diventi fumo, come è capitato troppo spesso a Milano in questi ultimi anni, dopo la fiamma. Il presidente Proli confessa, ancora una volta, di aver imparato dagli errori e si fida di questa scelta italiana che gli ha fatto scartare forse l'Obradovic numero uno finito al Fenerbahce Istanbul. Costava più di un milione e anche Milano ha deciso di tagliare i costi. Lo dice sempre. Vedremo.
Banchi è arrivato a Milano dopo una brutta giornata passata a Cento, dove era andato a vedere il figlio impegnato con la under 15 della Mens Sana, che si è fratturato una gamba nella partita vinta contro Bergamo. Rassicurato dai medici si è presentato nella nuova casa senza rinnegare i suoi anni senesi «mi porto dietro un patrimonio inestimabile che ha contribuito a scolpire il mio carattere e la mia identità di allenatore», parlando chiaro anche ai nuovi dirigenti che insieme a lui stanno costruendo la squadra che dovrà eliminare molti contratti in essere, da Hairston, perché si preferisce la coppia Alessandro Gentile - Langford, a Bourousis, considerando che Fotsis è già tornato ad Atene. Non è difficile capire la tempra del personaggio, forte, realista, fantasioso, magari un carattere difficile, ma le sue porte, anche agli allenamenti, saranno aperte, non sembra spaventato dalla responsabilità: «Meglio la pressione dell'indifferenza. L'Olimpia era interessata ad investire su un allenatore con le mie caratteristiche. Non so se avremo il titolo al primo colpo, dei 19 che mi hanno preceduto soltanto uno c'è riuscito. È scontato che qui si debba vincere. Voglio una squadra coriacea, con una sua identità che possa essere motivo d'orgoglio a livello nazionale ed internazionale perché non dobbiamo nascondere che l'Eurolega ci deve vedere protagonisti anche nella seconda fase a 16 squadre».
Promesse logiche, voglia di mettersi al lavoro già a fine luglio. Cerca un regista, si parla di Travis Diener che non è proprio un amante della difesa come piace a Banchi, lui vuole gente versatile. Ha bisogno anche di un vero centro di gravità e la ricerca è aperta magari facendosi aiutare dal suo agente che è lo sloveno Boris Gorenc che a Siena ha vinto una coppa Saporta.

Commenti

il gotico

Gio, 04/07/2013 - 17:24

Hairston non è stato escluso per scelta tecnica, come è possibile vendere un giocatore che a Siena (e anche a Milano) era fra i migliori, senza averlo provato un solo allenamento con langford e gentile ? Voglio leggere un commento di Malik per capire se il tutto risale ai contrasti avuti a Siena, quando l'americano ha detto di preferire l'Armani alla MPS...