Barcellona-Ajax: 8 coppe in due ma prima sfida

«Dedicato a Johan e Charly, dai quali tutto ha avuto inizio». Così Pep Guardiola al termine della sua strepitosa parabola al Barcellona. Un omaggio all'uomo, Cruijff, arrivato negli anni 70 dall'Olanda per piantare il primo seme del Tiqui Taka, e al suo fedele scudiero, Rexach, che ne ha curato la crescita, prima in campo e poi in panchina. Senza dimenticare Michels, Van Gaal e Rijkaard. Schegge di Calcio Totale, quello originale made in Holland. «Siamo attaccanti che difendono, siamo difensori che attaccano» sembra il motto dell'Ajax di Cruijff, invece è la frase che campeggia all'ingresso della Cantera blaugrana. Guardiola ha chiuso il cerchio, rielaborando la filosofia del Calcio Totale in chiave attuale. L'allievo Barcellona ha superato il maestro Ajax. Per uno strano scherzo del destino, questi due club uniti per lungo tempo da un legame osmotico non si sono mai incontrati in una coppa europea. Stasera al Camp Nou andrà in scena una prima assoluta. Ma anche assolutamente squilibrata. Con i soldi spesi per Neymar si può comprare quasi l'intero Ajax, mentre lungo la tratta Amsterdam-Barcellona, un tempo percorsa da fior di campioni (da Neeskens a Litmanen fino ai fratelli De Boer) oggi si muovono - in direzione opposta - solo gli scarti (Cuenca la scorsa stagione, Bojan in quella attuale). Oggi l'Ajax può competere con i catalani solo a livello giovanile; nel febbraio 2012, alle NextGen Series (torneo internazionale under 19 simile alla Champions League), gli olandesi vinsero 3-0. Oggi due di loro (Fischer e Denswil) saranno in campo, e altrettanti (Ligeon e Veltman) in panchina. Allievi nel tempio dei maestri.