Basket: l'Italia si arrende all'Ucraina. Per il pass mondiale domani c'è la Serbia

Gli azzurri sconfitti 66-58 nella sfida che garantiva l'accesso alla rassegna iridata di Spagna 2014. Troppo stanchi Belinelli e Datome, il tiro da tre non entra e la difesa è troppo molle. Domani l'ultima chance

Nicolò Melli in un'azione contro la Lituania, nei quarti di ieri

Niente da fare. Fiato sospeso fino all'ultimo. L'Italia di Pianigiani dopo la sconfitta bruciante ai quarti contro la Lituania (81-77) si fa irretire e battere (66-58) dall'Ucraina negli spareggi per il 5°-8° posto: sono i gialloblù di Mike Fratello, trascinati dall'americano Jeter e dal centrone Kavtsov a strappare il pass per i Mondiali di Spagna 2014. Agli azzurri, con Belinelli e Datome sulle ginocchia e una difesa troppo molle per un tiro da tre tanto incostante, resta l'ultima chance utile: domani alle 17,30 nel faccia a faccia con la Serbia del maestro Dusan Ivkovic.

Non sono passate nemmeno 16 ore dal quarto di finale, non è la cosa più semplice del mondo archiviare in una notte di sonno agitato le scorie, le tossine e la delusione per una semifinale accarezzata per tre quarti, sfuggita di mano nei 7' di black di inizio quarta frazione e riavvicinata nuovamente (a vuoto, però) nel finale convulso. Italia e Ucraina sono stanche, stanchissime, ma bisogna buttare sul parquet di Lubiana le ultime energie di un Europeo infinito, cominciato il 4 settembre e arrivato alla decima fatica in serie. L'avvio è tutto ruggine, sportellate e ritmo lento. Due minuti a sparacchiare a salve poi Cinciarini sblocca l'equilibrio. Belinelli tira a salve, ma Datome e Aradori sembrano ispirati. Specialmente il secondo che comincia a bombardare il ferro e non smette più. Cusin si accomoda e si alza uno scatenato Melli. Difesa aggressiva e rimbalzi d'attacco. Aradori inchioda il 12-5. Ma gli uomini di Mike Fratello (mai così in alto in un torneo continentale) non affondano. Il naturalizzato Jeter (fratello di Carmelina, velocista Usa dell'atletica) sfiora l'aggancio e serve una fiammata di Gentile per andare al primo riposo con margine (17-11). Ma gli ucraini non mollano mai, scendono a -5, ma ricuciono sempre. Aradori e Gentile soffiano nelle vele di azzurra fino al 24-18. Ma l'attacco si inceppa e le palle perse costano carissime. Jeter nel finale colpisce da oltre l'arco per il 35-34 ucraino all'intervallo.

Dopo la pausa il moro d'Ucraina ricomincia come aveva finito. Crivellando di colpi la difesa italiana. Ma la pattuglia di Pianigiani non arretra di un millimetro. Belinelli con cinque punti filati si iscrive buon ultimo, ma benvenuto. Datome stoppa in difesa, Gentile corre in contropiede. E nonostante le percentuali crollino tipo Wall Street dopo i mutui subprime, Azzurra resta aggrappata alla partita. Anche con i primi due dell'Europeo di Magro. Ma il play Mishula sulla sirena ci spinge a -3 (51-48). Il quarto periodo sembra quello con la Lituania. Un'agonia. Jeter segnerebbe bendato dallo spogliatoio, sotto le plance Kravtsov è un totem da sei stoppate. L'Italia non segna più e precipita a -11. La reazione d'orgoglio, però il gruppo azzurro ce l'ha nel Dna di squadra senza le stelle migliori. Melli indovina due triple da favola, Aradori recupera e in contropiede trova il -5 (63-58) a 1'13" dalla fine. Recuperiamo palla ma Cinciarini si fa cancellare dal babau Kravtsov. Poteva essere il -3, ma finisce lì. Ci giochiamo il pass mondiale domani con la Serbia.