Beckham, Jordan & C Ricchi da non far niente

L'inglese guadagna più di quando giocava, il mito Nba possiede una squadra e c'è un golfista ritirato nel 1973 che non ha mai incassato tanto come nel 2014

Mani e piedi d'oro, anche quando si lascia l'attività agonistica. Tutto merito di sponsor che continuano a investire sull'immagine dell'atleta e riempiono il suo portafogli. Il concetto di testimonial fu ridefinito tra gli anni '80 e '90 da colui che, appese le scarpette - nemmeno tanto piccole - al chiodo, ha creato con un'importante azienda mondiale (la Nike) un suo marchio di scarpe. Non a caso l'ex stella dei Chicago Bulls Michael Jordan è lo sportivo in «pensione», secondo la speciale classifica redatta da Forbes, che ha guadagnato di più nel 2014: la cifra, stimata in dollari, parla di quasi 100 milioni. Poco meno del pugile americano Floyd Mayweather, l'atleta più ricco ancora in attività.

L'ingresso di Jordan nella classifica dei ricconi si deve principalmente alle royalties delle sue sneakers Nike, ma anche agli accordi di sponsorizzazione con Gatorade, Hanes, Upper Deck, 2K Sports e Five Star Fragrances, senza dimenticare gli introiti della squadra di basket Charlotte Hornets, di cui possiede il 90 per cento.

La medaglia d'argento dei «pensionati» dello sport va a David Beckham con guadagni pari a circa 75 milioni di dollari. Dopo 20 anni sui campi da calcio, l'ex campione del Real Madrid ha avuto il suo anno più redditizio dal punto di vista finanziario lontano dal terreno verde. Il 39enne deve ringraziare l'accordo milionario con Brands Group Global Hong Kong, ma anche i suoi contratti con Adidas, Sky Sport, Breitling e Samsung, la partnership con la società di cosmetici Coty, che da 10 anni produce il suo profumo e l'accordo con H&M per la realizzazione di diverse collezioni a suo nome.

Sul gradino più basso del podio il golfista Arnold Palmer: l'ultima delle sue 62 vittorie al PGA Tour risale al 1973, ma Palmer ha avuto il suo anno più proficuo con guadagni pari a 42 milioni di dollari proprio nel 2014. Considerato una vera e propria “forza finanziaria, in particolare in Asia”, conta 500 negozi a suo nome e altri 200 in apertura nei prossimi 18 mesi, grazie ad un nuovo accordo con Sanshu Sport (Fujian). Senza dimenticare il suo accordo con Rolex esteso nel 2014 per altri 10 anni per arrivare a 50 insieme, una delle relazioni più lunghe mai esistita tra un atleta e un partner aziendale.

La lista di atleti pensionati illustri è lunga: restando negli Usa si va dall'ex tennista Andrè Agassi, che ha anche realizzato un'autobiografia di successo (Open) all'ex campione di 100 e 200 metri e salto in lungo Carl Lewis. E ancora altri due ex cestisti come Shaquille O'Neal (21 milioni) o Magic Johnson (20), in classifica c'è persino Pelè (16), che deve ringraziare i suoi generosi sponsor come Procter & Gamble, Santander, Vivo, Volkswagen, Hublot, Carrefour, Subway e Emirates. Curiosa anche la presenza nei primi posti della tennista cinese Li Na, la prima asiatica a vincere un torneo del Grande Slam nel 2012 che si è ritirata a settembre per problemi al ginocchio. Per lei una pioggia di sponsor come Babolat, Haagan-Daaz, Nike, Samsung, Mercedes e diversi brand cinesi.

C'è poi la storia del pluricampione mondiale di F1 Michael Schumacher, vittima a fine 2013, un anno dopo il ritiro, di un drammatico incidente sugli sci che gli ha provocato gravi danni al cervello. I suoi sponsor non lo hanno abbandonato nonostante ora viva a casa assistito da una troupe di 15 medici fra neurologi, fisioterapisti e logopedisti e le sue entrate annuali, circa 9,5 milioni di euro (ha però un patrimonio di oltre 700 mln), vengano in gran parte spese per le cure a cui viene sottoposto nella sua villa sul lago Lemano.

E gli sportivi italiani «pensionati»? Nelle classifiche comunicate che si fermano ai primi 50 posti non compaiono, il solo Roberto Baggio avrebbe un ampio patrimonio stimato in circa 15 milioni di dollari secondo quanto riportato sul sito www.richeststylelife.com. Nessun dato sulle sue attuali entrate annue.