La Befana ci ridà il calcio rubato da Babbo Natale

Mentre Premier e Liga giocavano, da noi 2 settimane di stop L'assocalciatori pronta a parlarne. Per la tv è l'anno verità

Dove eravamo rimasti? Domanda legittima perché sono oltre due settimane che la Serie A è in letargo, mentre gli altri campionati, dalla Premier League alla Liga, vanno in campo ogni tre giorni. Un digiuno poco lungimirante, al quale in molti vorrebbero mettere fine, da Mancini a Sarri fino all'apertura dell'Assocalciatori.

«Se si affronta il discorso come pausa invernale, come succede in serie B, se ne può parlare» dice il presidente dell'Aic Damiano Tommasi che però aggiunge: «Chi si ferma trae giovamento nelle Coppe e con le nazionali in estate». Tesi non sempre confutata, ma sempre meglio di quando ci si fermava per i sudamericani che dovevano tornare a casa, ma la saudade spariva appena emigravano in altri tornei. E vale la pena ricordare che Preziosi e Ferrero lo scorso agosto si lamentarono per il derby di Genova alla befana, si anticipa stasera, perché così perdevano spettatori.

A conferma che i primi a non volere sono gli addetti ai lavori. Comunque non sono state le solite vacanze a guardare gli altri e gli altri sport, la novità sono state i mondiali di freccette. Cara grazia, oggi si riparte. Allora ricapitolando, è il campionato della grande ammucchiata, cinque squadre in quattro punti a due tappe dal giro di boa. Guida il gruppo l'Inter, addirittura Mancini in vacanza ha detto che a volte «la sorte è stata avversa». Napoli e Fiorentina la tallonano, mentre la rimonta della Juve fa paura, con la Roma che è rimasta in scia nonostante il traballante Garcia.

Si riapre con Genoa-Sampdoria in anticipo. Un derby della lanterna che nella passata stagione valeva l'Europa, e ora mette in palio punti per tirarsi fuori dalle secche della crisi. Diciassettesima contro quattordicesima. Ferrero si è già stancato dell'uomo ragno (Zenga) ed è salito sull'aeroplanino (Montella). E se dovesse andar male stasera Preziosi potrebbe salutare Gasperini. La luce della lanterna è fioca.Illuminano invece a giorno le telecamere delle televisioni. Il 2015 è stato il loro anno. La diatriba sui diritti tv, con tanto di inchieste. La lotta per le esclusive con Mediaset che si è ripresa la Champions, con tanto di finale italiana a San Siro, a suon di euro (milioni). E poi la grande novità della regia unica, diretta dalla Lega Calcio, che ha anche aperto una propria tv con tre partite in diretta su internet e telefonia mobile ma il rodaggio non è ancora finito.

Il tutto col supporto tecnologico della chiacchierata Infront. Si è parlato anche di una sorta di grande fratello: niente tafferugli in tribuna meglio le famiglie; no agli spalti vuoti, ma zoom su settori pieni. Striscioni volgari banditi. E in campo poco spazio ai brutti falli, ma zoommate sui gesti tecnici. Insomma un prodotto fruibile per tutti, ma soprattutto vendibile al meglio. Nelle scorse settimane sia Sky che Mediaset, che possono comunque avvalersi di telecamere proprie per integrare le riprese sul campo, avrebbero manifestato l'insoddisfazione per il prodotto. Comunque chi addossava la responsabilità della fuga dagli stadi alle tv, si deve ricredere di fronte al significativo più uno per cento di spettatori. A conferma della voglia di calcio tutta italiana che boccia l'anacronistico digiuno imposto per le feste. Pallone negato a Babbo Natale, consoliamoci con la Befana.