Belotti alza la cresta anche in azzurro

Il «Gallo» del Toro bomber della serie A. Ma non fategli tirare i rigori...

Domenico Latagliata

Torino Avrebbe potuto segnare sei gol in due partite. Due rigori sbagliati invece lo hanno fermato a quattro: uno al Milan, tre al Bologna. Che evidentemente gli porta bene, visto che la scorsa stagione Andrea Belotti segnò proprio contro i felsinei la prima rete della sua avventura nel Toro: 11 partite senza gioire, 12 gol a fine stagione. Non male, al punto che un posticino agli Europei avrebbe anche potuto scapparci: Conte decise altrimenti, ma l'azzurro era solo rimandato.

Bomber vero, il Gallo. Soprannome non rubato a Danilo Gallinari, stella del basket italiano e dei Denver Nuggets, ma nomignolo proveniente dal cognome di un amico d'infanzia che per gioco gli aveva suggerito di esultare a ogni gol segnato mimando una cresta con la mano aperta sulla fronte. E siccome l'amicizia è una cosa seria, ogni volta che la palla finisce in porta l'esultanza è già scritta: i tifosi granata se lo coccolano, il presidente Cairo magari già pregusta una super plusvalenza (prelevato dal Palermo un anno fa, era costato 7,5 milioni) ma certo non subito: 23 anni da compiere a dicembre, Belotti non ha sempre giocato da attaccante. Lo mettevano in mezzo al campo, ai tempi dell'AlbinoLeffe: poi, la scintilla grazie ad Alessio Papa e i primi paragoni con Gianluca Vialli. «Ma il mio idolo è Shevchenko», ha sempre ammesso lui. E quando, lo scorso giugno, l'ex Pallone d'Oro dichiarò che «Belotti mi piace, potrà fare bene», lui quasi non ci credette: tre mesi dopo l'Italia pallonara lo ha scoperto davvero, gran colpitore di testa, rapido e sveglio in area di rigore, cattivo il giusto e lottatore fino oltre il novantesimo.

Romanticone, pure. Avendo dedicato la tripletta appena segnata al Bologna alla fidanzata Giorgia e al magazziniere del Toro, «sempre con noi sul campo, in partita e in allenamento, a 80 anni». Con Giorgia, già Miss Palermo nel 2010 ed ex conduttrice televisiva, è amore vero e vissuto anche sui social, come i tempi moderni impongono: «L'odore più buono del mondo è il profumo della donna che ami. E il mio sarà sempre il tuo» fu la dedica che lui le fece a inizio estate: altre ne arriveranno, probabilmente. Così come arriveranno altri gol: i dodici segnati lo scorso anno paiono facilmente battibili. E a quel punto le grandi squadre (ri)cominceranno a bussare alla bottega di Cairo.