Benitez: «Avanti col turnover» E lascia fuori anche Higuain

"Il Sassuolo un incidente di percorso: può capitare con un tecnico nuovo. Se vogliamo arrivare fino in fondo non possono giocare sempre gli stessi"

Coerenza e turnover, due parole che Rafa Benitez usa e applica spesso negli ultimi tempi. Così, archiviato l'«incidente di percorso» con il Sassuolo, il tecnico spagnolo non rinnega le sue scelte. «Vado avanti con le mie idee», la nuova massima di Benitez che si è beccato le prime critiche della piazza per il mezzo passo falso ma non si è tirato indietro assumendosi le sue responsabilità, guardando bene dal puntare il dito contro il turnover.
Lo ha già ripetuto più volte: di fronte a tanti impegni, sarà necessario ruotare il maggior numero di giocatori della rosa. Ecco che nella sfida con il Genoa a Marassi, campo dove mercoledì la Roma ha messo la freccia sulle avversarie e soprattutto mollato la compagnia dei partenopei, don Rafè pensa di lasciare fuori di nuovo alcuni titolari, tra cui il «Pipita» Higuain, finora l'unico vero «intoccabile» del gruppo, e probabilmente Hamsik, apparso stremato dopo la sfida di mercoledì sera. Scelte rischiose, quasi un azzardo, ma il tecnico bada innanzitutto alla condizione atletica più che ai nomi. E in fondo, a guardare il bicchiere mezzo pieno, il Napoli è secondo in classifica a due soli punti dalla capolista Roma dopo aver vinto quattro partite consecutive (anzi cinque, considerando anche il successo al San Paolo con il Borussia Dortmund nell'esordio di Champions). E siccome la ricetta del tecnico è quella della serenità e della fiducia, tornare subito in campo potrebbe rendere tutto più facile.
Non c'è turnover nella sala stampa di Castelvolturno: era annunciata la conferenza del vice Pecchia, si presenta invece Benitez che non aveva accampato scuse dopo il deludente pari dell'ultimo turno. E che decide di sottoporsi al fuoco di domande dei cronisti. «Ho deciso di venire qui invece di mangiare con gli amici...», scherza il condottiero di Madrid. Che poi si fa più serio: «Vogliamo reagire, l'atteggiamento in allenamento mi è sembrato quello giusto. Con il Sassuolo qualcosa è andato storto, ho detto ai ragazzi che certi errori non dobbiamo più commetterli. Mi aspetto un Napoli che giochi il suo calcio credendo nell'idea che stiamo portando avanti dall'inizio».
Ma il turnover è una filosofia di vita (calcistica) e dunque non si torna indietro. Benitez insiste sul concetto, perchè è l'aspetto che più gli sta a cuore chiarire. «Se vogliamo che l'orchestra suoni sempre bene dobbiamo essere pronti a cambiare e fare in modo che tutti suonino lo stesso spartito - sottolinea don Rafè -. Non dimentichiamo che questa squadra gioca la Champions League ed è un club che ha raggiunto uno spessore internazionale. Se vogliano arrivare alla fine della stagione è indispenabile fare certe scelte. Tutti, chi più chi meno, devono dare il loro contributo, è quindi normale che talvolta possa accadere qualche incidente di percorso, soprattutto quando c'è un allenatore nuovo che sta provando a fare cose nuove e a ruotare gli uomini».
Vietato parlare di «titolarissimi», Benitez chiede tempo per affinare il lavoro e l'intesa fra i suoi calciatori. «In futuro sarà più facile cambiare sei-sette elementi per partita, la rosa alla fine farà la differenza», la convinzione del tecnico del Napoli. Che oggi a Genova metterà al centro dell'attacco Goran Pandev (preferito al giovane colombiano Zapata, pure elogiato dall'allenatore madrileno che lo definisce pronto al debutto) e potrebbe dare una nuova chance a Mertens nel ruolo di vice Hamsik. Rientreranno Albiol, Britos, Zuniga (che ancora sta trattando il rinnovo del contratto), Behrami, Callejon e Insigne, fuori contro il Sassuolo.