Bentornato Insigne: consacrato dal Napoli perdonato da Conte

Scaricato dal ct in ottobre per la "fuga" da Coverciano per una botta al ginocchio, adesso decisivo con la Spagna

Ritrovare la Nazionale dopo sei mesi, fare subito gol e prenotare una maglia per gli Europei. Lorenzo diventa il magnifico anche per il ct Conte: gli sono bastati appena 16 minuti in campo per bagnare la serata di Udine con il suo secondo gol in azzurro (il primo il 14 agosto 2013 a Roma nell'amichevole contro l'Argentina del suo amico e compagno di squadra Higuain, pure lui in rete quella sera); poi altri 24 per mostrare personalità e giocate da applausi. Quelle che sta offrendo anche in campionato: il suo biglietto da visita parla di una doppia cifra pesante, 11 gol e 10 assist, oltre il doppio del suo miglior score del 2012-13.Non è un mistero che a Insigne la lontananza dalla Nazionale iniziava a pesare, soprattutto per come era maturata la sua esclusione. L'ultima partita di «Lorenzinho» in azzurro erano stati i 33 minuti da subentrato nella clamorosa sconfitta contro la Costa Rica a Recife nel giugno 2014.

L'ostracismo di Conte era nato a ottobre quando l'attaccante del Napoli, convocato per la doppia gara contro Azerbaigian e Norvegia, si era fatto visitare a Coverciano ed era tornato a casa, infortunato al ginocchio operato, per una botta presa nella gara con il Milan. Per poi giocare titolare con il Napoli, alla ripresa del campionato: erano passate due settimane, ma Conte si era convinto che Insigne si fosse voluto preservare per il club, mettendo in secondo piano la maglia azzurra. E così, perfettamente guarito, il mese dopo il calciatore del Napoli era rimasto fuori dalle convocazioni, e in più occasioni il ct aveva tuonato in conferenza contro quelli che non dimostravano attaccamento alla Nazionale. La punta di Frattamaggiore non veniva mai citata, ma il riferimento era chiaro.E così dopo aver fatto capolino nel gruppo di Conte nel settembre 2015 (chiamata per le partite europee con Malta e Bulgaria), non poteva non tornarci. Anche per il suo stato di forma e per la necessità di Conte di trovare alternative tra gli esterni offensivi. Decisivo poi un colloquio tra i due nei giorni di Coverciano. «Abbiamo chiarito, gli ho spiegato alcune cose perchè meglio essere diretti in certe situazioni, per potersi sempre guardare negli occhi. Era giusto, volevo che sapesse il mio pensiero. Ora tocca a lui continuare a far bene in campionato», la conferma di Conte.

E l'attaccante ha risposto sul campo, sia durante gli allenamenti che in partita. Dando vivacità all'Italia nel momento in cui la Spagna sembrava poter prendere in mano il copione della partita: un gol e un pallonetto quasi-gol, applausi da Conte ed esame superato a pieni voti. «È stata una grande serata, peccato per il risultato - così un entusiasta Insigne nella pancia della «Dacia Arena» di Udine, palcoscenico di un altro napoletano ben più illustre, Totò Di Natale -. Io ci tengo a questa maglia, con il mister in passato c'è stato solo un malinteso. Se seguiremo Conte possiamo andare lontano: daremo tutti il massimo per la Nazionale».«Lorenzo piace a tanti club, anche stranieri, credo che sia normale visto il suo rendimento, anche il Napoli deve esserne fiero», sottolinea l'agente di Insigne, Fabio Andreotti. Ma in attesa di un'eventuale asta estiva, Lorenzo vuole salire sull'aereo per la Francia. Ed essere protagonista.

Commenti

Libero1

Sab, 26/03/2016 - 14:09

Dov'e la grande notizia se il GOBBO parrucchino ha perdonato il pescivendolo WAPP napoletano.La stampa sportiva e non italiana vuol far crederci anche anche l'italia ha un Pele'.