Berardi, il bomber scoperto per caso

Notato durante una partita fra amici. Perla del Sassuolo ma è già della Juve

Ha mobilitato stampa e tv. Mai tanto interesse per uno stage dell'Under 21 a Coverciano. Tutti per lui. Domenico Berardi, 20 anni il prossimo 1° agosto. Tutti, aspettando le sue parole. Ma Domenico non rilascia interviste. La prima, se un giorno uscirà dal silenzio che da tempo si è imposto, forse sarà dirompente come il poker di domenica. Intanto questo diciannovenne parla con i gol. Che sono 11, il primo il 13 ottobre su rigore contro il Parma, poi sempre dal dischetto nel derby con il Bologna, prima vittoria dei neroverdi in serie A, poi contro Roma, Atalanta. E tripletta (con due rigori) in casa della Sampdoria per il primo successo in trasferta. Quindi lunedì, serata magica. Gol dedicati al compagno di squadra Francesco Acerbi appena uscito da una grave malattia e che hanno salvato la panchina all'allenatore Di Francesco. Undici gol in 14 partite, media 0,87 per gara. Unico ad aver rifilato una quaterna al Milan. L'exploit a 19 anni 5 mesi e 11 giorni. Soltanto il grandissimo Silvio Piola ha fatto meglio: quattro reti con la Pro Vercelli, il 22 novembre 1931 sul campo dell'Alessandria: aveva 18 anni, due mesi e 9 giorni.
Nato il 1 agosto 1994 a Cariati, provincia di Cosenza, ha trascorso la giovinezza a Bocchigliero, sempre Calabria. Al grande calcio è arrivato per caso. Aveva 15 anni quando andò a Modena a trovare il fratello che vi studiava. Una sera gli amici andarono a giocare a calcetto. «Ce ne manca uno...», «Vengo io» disse Domenico. A bordo campo c'era Luca Carlino, talent-scout del Sassuolo, colpito dalla facilità con cui il ragazzino addomesticava il pallone e lo scagliava in porta. Sempre di sinistro. Lo propose al Modena, scartato. Fu tesserato dal Sassuolo, allora in serie C, affidato a Mandelli allenatore della Primavera. Due anni per migliorare il fisico (1.78 per 72 kg) e rifinire l'interpretazione tattica, titolare in B con Eusebio Di Francesco, 11 gol in 36 partite.
Domenico ha debuttato in A alla quinta giornata, contro il Napoli, 84 minuti. Debutto ritardato a causa di una squalifica di quattro giornate, tre turni (di cui uno imposto da Arrigo Sacchi responsabile del settore giovanile) per aver rifiutato la convocazione per l'Under 19 impegnata nell'europeo di categoria. In aggiunta la quarta squalifica rimediata per l'ammonizione contro il Livorno nell'ultima di B. Un turno se l'è preso per somma di ammonizioni dopo la partita con il Chievo, di conseguenza non ha giocato contro la Juventus. Non sono mancati impietosi commenti «l'ha fatto apposta, così non gioca contro la sua nuova squadra». Perché il futuro sarà juventino. La Signora non si è lasciata scappare l'occasione. Un anno fa ne ha acquistato la comproprietà per 4 milioni e mezzo.

Commenti

linoalo1

Mar, 14/01/2014 - 18:09

Adesso non fatene un Supereroe!E' un semplice giocatore ITALIANO che o per doti innate o per costanza è arrivato a farsi notare!Cosa vuol dire?Che anche in Italia ci sono validi calciatori e che non ocorre avere tanti stranieri mediocri in campo!Rimpiango i tempi in cui non si potevano avere più di due stranieri per squadra!E,guardacaso,la Nazionale faceva risultati ed era fra le più temute al Mondo!Bei tempi!Tempi in cui,tutti gli Italiani tifavano per la Nazionale!E,non certo,solo per spirito patriottico!Lino.

Silviovimangiatutti

Mar, 14/01/2014 - 21:42

Perfino nella gara a prendere i giovani talenti ora la Juve batte il Milan ...