Bianchi ferma il Napoli. E Benitez spreca ancora

Doppietta del bomber ritrovato: il Bologna in dieci pareggia nel finale

Un attaccante con la valigia in mano tiene vive le speranze di salvezza del Bologna e mette ancora una volta a nudo il vero limite di questo Napoli. I 22 gol subiti in venti partite sono un handicap che spiegano i dodici punti di distacco dalla Juve («troppi, meglio guardare al secondo posto», l'amara riflessione di Hamsik, tornato in campo in campionato dopo due mesi, che conferma quello che aveva già detto il campo nel girone di andata) e un campionato in chiaroscuro nonostante i 43 punti conquistati, quattro in meno anche della Roma, diventata l'avversario numero uno. «Il nostro è un torneo positivo anche se si può migliorare - sottolinea Benitez -. La Juve? Ha 180 milioni di fatturato, loro non hanno bisogno di vendere i giocatori per comprarne altri, il Napoli ha dovuto vendere Cavani per migliorare l'organico. La Roma ha una società forte e gioca una partita a settimana». La gara del Dall'Ara - durante la quale spuntano i soliti cori e striscioni beceri contro i 7000 tifosi napoletani (la curva degli ultras felsinei è a rischio chiusura per la prossima sfida casalinga con l'Udinese) - racconta di un primo tempo sprecato dalla squadra azzurra (manovra troppo macchinosa) e un secondo a due facce: prima le verticalizzazioni dei funamboli azzurri dalla cintola in su e i gol di Higuain su rigore (fallo dell'irruento Kone su Dzemaili) e Callejon, poi la scarsa attenzione nel finale giocato con l'uomo in più. A tutto questo si aggiunge la prima doppietta dopo quasi 16 mesi di Rolando Bianchi (l'ultima all'Atalanta il 30 settembre 2012 quando vestiva la maglia del Torino). Attaccante con la valigia in mano, si diceva, con Chievo e West Bromwich pronti a sfruttare la finestra di mercato per aggiudicarsi le prestazione dell'ex granata. Attaccante tirato di nuovo a lucido dal nuovo tecnico Ballardini («con me Rolando gioca e segna», così l'allenatore) dopo il difficile rapporto con il predecessore Pioli. «Ho giocato le prime 4 partite stirato, poi poco o niente quando stavo meglio, forse non è scattata la scintilla giusta, lui era un ex della Juve, io del Toro...», dice con il sorriso Bianchi. Che sfrutta al meglio le due occasioni migliori del piovoso pomeriggio bolognese: il cross di Diamanti deviato con un gran colpo di testa, lo svarione sui titoli di coda della difesa del Napoli che lo manda in rete con facilità. «Non mi piace lasciare le cose a metà, ringrazio Ballardini per la fiducia», così la punta di Lovere. Al di là dei meriti di Bianchi, ieri non si è visto il miglior Napoli o almeno quello che aveva incantato a Verona, non solo nelle giocate ma anche nell'atteggiamento. «Loro pressavano e mettevano intensità nel primo tempo, poi abbiamo mostrato la mentalità giusta e fatto bene nella ripresa, ma dovevano segnare il terzo gol e in 11 contro 10 dovevamo gestire meglio - l'analisi di Benitez -. Abbiamo concesso due calci d'angolo anche se nell'azione del pareggio del Bologna c'era un fallo in area su Albiol...». Questione di equilibrio - ieri lo ha ammesso anche Hamsik -: difficile avere una difesa super quando ci sono quattro straordinari attaccanti. Benitez, perso Bastos, si aspetta altre mosse della società che deve completare assolutamente una rosa bisognosa di ulteriori ritocchi. In attesa che lui riesca a far dimenticare in fretta il mezzo passo falso e possa far ripartire la rincorsa del Napoli. Cominciando anche a guardarsi dietro, da una Fiorentina in gran rimonta.