"Il bilancio è positivo. Il destino di Allegri lo decide il 3° posto"

Milan in rosso dei 7 milioni dovuti all'Irap. Problemi: Abbiati, Abate e il Faraone sgonfio

Milan, tutti ai remi. Per navigare spediti verso l'approdo del terzo posto. «Se finisse così, sarebbe un risultato molto positivo» la missione pubblica e solenne affidata da Adriano Galliani a Balotelli e soci. Altrimenti? «Non voglio pensarci» è la risposta che spiega tutti i retropensieri inevitabili. Perché se il Milan si lasciasse rimontare dalla Fiorentina di Montella, come già accaduto un anno fa dalla Juve di Conte, beh allora il destino di Allegri verrebbe segnato. E il vice Berlusconi sarebbe costretto a cercare un altro allenatore.

Tutti ai remi, allora, senza temporali all'orizzonte. «Sarei preoccupatissimo se il Milan finisse fuori dalla Champions», il monito di Silvio Berlusconi. «Non abbiamo demeritato contro la Juve, siamo dispiaciuti per la sconfitta. C'è stato un errore, era una partita avviata verso lo 0 a 0. Non abbiamo affatto sfigurato dinanzi alla Juve e anche gli scontri diretti con prima e seconda sono perfettamente pari» la recensione di ritorno da Torino che chiama in causa lo sfondone di Amelia sul rigore (anzi “strarigore” come lo ha definito Nicchi) senza comprometterne la riconferma («i tre portieri della prossima stagione saranno Abbiati, Amelia e Gabriel»). La sconfitta di Torino («dopo quattro mesi giusti giusti di imbattibilità») ha solo in parte rovinato il pomeriggio di gloria di Adriano Galliani, molto soddisfatto nel presentare il bilancio del club (perdita del consolidato di 6 milioni 857 mila euro) che di fatto è una medaglia al petto degli amministratori dopo la rivoluzione della passata stagione. Via Thiago (valore in bilancio 5 milioni) e Ibrahimovic (12 milioni), via tutti i grandi vecchi con risparmio sul montepremi stipendi di 22 milioni (nel 2013 sarà di 40 milioni) passando da 136 a 108 milioni. «Se si pensa che il deficit è causato dalla tassa odiosa Irap di 7 milioni e 100 mila versata sulle plus-valenze, si coglie la portata di questo straordinario risultato» la sintesi di Galliani nel corso dell'assemblea degli azionisti (un voto contrario dello stesso azionista che l'anno scorso, con 67 milioni di perdite, votò a favore).

Tutti ai remi, allora. Con la necessità di recuperare energie vitali per lo sprint finale, che sembrano smarrite anche per via di qualche discutibile scelta tecnica. Per esempio la fiducia ad Abate con De Sciglio messo da parte. Le cifre su Abate sono eloquenti come si dice in questi casi: 89 cross sbagliati, 26 cross riusciti. È sufficiente? Stessa valutazione per Robinho, davvero “impresentabile” a Torino come fu deludente contro il Napoli. Ma qui al giudizio negativo bisogna aggiungere anche El Shaarawy a dimostrazione che i maestrini del giorno dopo non avevano grandi ragioni nel criticare l'esclusione di una settimana prima. Il ragazzo ha le gomme sgonfie. Montolivo ha qualche acciacco da curare, Boateng è meglio da mezz'ala che ala, Muntari da rimettere in sesto.

Ecco il lavoro cui è atteso Allegri nelle prossime settimane durante le quali solo il ritorno di Balotelli può costituire la classica buona notizia. «Adesso non carichiamolo di eccessive responsabilità» è il consiglio di Galliani, sponsor convintissimo di Abbiati, portiere con muscoli usurati (quest'anno 9 assenza più una, quella di Torino, saltata dopo la paratona su Pirlo: troppe per un portiere che ha polpacci pieni di cicatrici). «Vince chi ha la miglior difesa: la prima è la Juve, la seconda il Napoli, la terza il Milan» ripete didascalico Galliani per far capire l'antifona. Ma non c'è alcuna possibilità di riaprire i cancelli di Milanello a Thiago Silva. «Non esiste» taglia corto il vice Berlusconi. Che allunga la vita di San Siro («staremo per molto tempo ancora»).