Bolt: "Congelate il mio sangue anche per 50 anni"

L'uomo più veloce del mondo, Usain Bolt, non vuole sospetti di doping su di sé

Mosca - Tanto per cambiare vuole tre ori. E non vuole sospetti. Usain Bolt è arrivato a Mosca, dove sabato cominciano i Mondiali di atletica, ed ha fatto la sua proposta. Si parla di doping: «Supero molti controlli ad ogni stagione, ma se vogliono congelare il mio sangue per 50 anni e testarlo anche a distanza di tempo, non c'è problema. Ho a disposizione uno staff che si occupa di farmi prendere solo cose permesse dai regolamenti, poi io lavoro duro, vinco e batto i record in modo pulito». E non fa commenti su Powell e Tyson Gay. Laconico: «Comunque è stata una cosa triste». Appuntamento a domenica, Bolt cercherà la finale dei 100 metri. Da cancellare la macchia di Daegu 2011, quando perse tutto per la falsa partenza che costò la squalifica e il titolo andò a Yohann Blake. Quest'anno «La Bestia» non ci sarà, per problemi fisici, Gay sarà fermo per doping, rimane l'ex dopato Justin Gatlin, che dopo essere tornato sul podio ai Giochi di Londra sogna un clamoroso bis.

Bolt appare solo più che mai: senza avversari. Ma non perde concentrazione: «Non mi interessa chi c'è in pista - ha spiegato dal Gorky Park di Mosca -. Mi sento molto motivato per mostrare al mondo di cosa sono capace». Mesi fa aveva promesso un'impresa anche a Mosca 2013. «Dissi che uno dei grandi obiettivi è scendere sotto la barriera dei 19 secondi nei 200 metri (il suo record è di 19''19 ndr.). Sarebbe uno dei grandi risultati della mia carriera sportiva».

Conferma che pensa di accettare la sfida lanciata dal britannico Mo Farah sui 600 metri. L'obiettivo a lunga scadenza invece è vincere tre volte le olimpiadi dei 100 m: mai riuscito a nessuno. «A Rio ne avrò 30: potrebbe accadere. È uno dei grandi obiettivi che mi rimangono: dovrò sacrificarmi molto e spingermi al limite per arrivarci».

Commenti
Ritratto di depil

depil

Mar, 06/08/2013 - 17:24

non scherzare Bolt anche Maradona era sempre a posto con le urine. Ma in pratica aveva più droga addosso lui di tutta la città di Napoli.