Bolt in crisi cerca a Londra un tempo da Mondiali

Una stagione da incubo. E' sicuramente il peggiore anno della carriera quello che sta vivendo fin qui il sei volte campione olimpico dello sprint Usain Bolt. Un 2015 incominciato a febbraio con il flop ai Mondiali di staffetta a Nassau, seguito dall'infortunio nella zona pelvica ai trials giamaicani e concluso con il forfait ai meeting di Parigi e Losanna.

«Comincio a preoccuparmi – ha ammesso Bolt -. In allenamento sto lavorando bene, poi, però, in gara non riesco a eseguire. Non è un problema fisico. Non saprei dire cos'è che non va».

Oggi, nell'undicesima tappa di Diamond League di Londra, il giamaicano sarà obbligato a scoprire le proprie carte in tavola, a quattro settimane esatte dall'inizio del campionato del mondo di Pechino. Nello stadio in cui conquistò il tris di ori ai Giochi del 2012 ed entrò nella storia della disciplina, si giocherà tutto in 100 metri. Innanzitutto perché ritorna alle corse dopo oltre un mese, esattamente dal meeting di New York del 13 giugno. Inoltre perché non si cimenta nella gara veloce da aprile, dove il pluricampione olimpico e mondiale stampò a Rio de Janeiro il tempo di 10”12, tuttora il suo primato stagionale ma sessantesimo crono dell'anno, persino dietro a quello di un azzurro (Riparelli 10”11). Migliore è invece la situazione sui 200, dove Bolt si trova attualmente al 15° posto delle liste stagionali, in virtù del 20”13 corso ad Ostrava.

Nell'anno buio del caraibico, si sta esaltando il 33enne americano Justin Gatlin, che ha scontato due squalifiche per doping ma in grado di correre quest'anno 9”74 nei 100 e 19”57 nei 200, candidandosi come assoluto protagonista dei prossimi Mondiali. In pista non ha avversari, ma Bolt lo sfida a parole: «Quando conta, mi sono sempre fatto avanti e ho dimostrato di essere il migliore. Gatlin ha dimostrato che sta andando forte e di essere pronto, per cui sarà una bella sfida ai Mondiali. E mi piace da matti competere quando c'è gente che parla tanto, perché se poi non accompagni le parole con i fatti fai la figura dello stupido». Un ritorno di Bolt gioverebbe sicuramente allo spettacolo.