Bonaventura: "Milan, non avevo mai assistito ad un'estate del genere"

Bonaventura è entusiasta del nuovo Milan: "Direi che questa è una rosa da vertice e soprattutto c’è una grande differenza con le ultime estati: partiamo con delle certezze"

Giacomo Bonaventura veste la maglia del Milan da tre stagioni e si accinge ad iniziare la quarta. Il 27enne di San Severino Marche sta recuperando dall'infortunio patito nel corso della passata stagione e ai microfoni della Gazzetta dello Sport, ha parlato del suo infortunio: "Mi sono ritrovato spaesato, in certi momenti facevo fatica anche a vedere le partite, ci sono state volte in cui non sono nemmeno andato allo stadio. E’ una brutta sensazione di impotenza, una sofferenza mentale dalla quale però, quando finisce, esci fortificato”.

Bonaventura ha poi commentato il mercato faraonico effettuato dal Milan: "Sono sorpreso, il tutto è stato un crescendo. Prima il ritorno in Europa, poi l’arrivo di tutti questi grandi giocatori. Direi che questa è una rosa da vertice e soprattutto c’è una grande differenza con le ultime estati: negli anni scorsi le stagioni ricominciavano fra mille dubbi, stavolta no. Per vertice intendo chiudere fra le prime quattro. Non parlavo di scudetto. A oggi è ancora esagerato, confrontando la composizione delle rose, e poi c’è l’Europa League che porta via molte energie. Posso solo dire che non mi era mai capitato di assistere a un’estate del genere. Sono stati acquistati giocatori che a inizio mercato magari pensi “sarebbe bello arrivassero…”. Beh, sono arrivati davvero”. Bonaventura, che ha lo stesso procuratore di Donnarumma, ha parlato della querelle legata al portiere rossonero: "Gigio si è ritrovato in una centrifuga esagerata. Per come la vedo io, se prima gli si perdonava tutto, adesso verrà trattato come uno da cui ci si aspetta tanto. Inutile scandalizzarsi per i milioni dell’ingaggio: le cifre le fa il mercato. I procuratori? Fanno il loro mestiere. Se uno è bravo a ottenere certe condizioni, fa solo il proprio lavoro. E poi gli affari si fanno in due”.