Bonucci spranga la difesa azzurra «Garantisce la Juve»

«Col ritorno di Barzagli nessuno in Europa meglio di noi Merito di Conte, spero che Allegri possa vincere come lui»

FirenzeE' un Bonucci consapevole, leader nella Juve e in Nazionale: siluro al Napoli, lodi a Conte e a una difesa azzurra regina d'Europa. Carezze a Verratti e poca tenerezza con Balotelli: «Mi parlate di campionato falsato? Capisco l'amarezza di qualcuno, ma l'espressione non va bene, è troppo forte. Ci vuole il massimo rispetto».

Sistemato Benitez e il suo cenacolo, Bonucci è passato all'elogio della terza linea “bianconerazzurra”. Dal 2012 ad oggi, miglior difesa europea nei gironi di qualificazione agli ultimi due Europei con 4 gol subiti in 14 partite. Ci sarà pure un segreto… «Sono stati gli insegnamenti avuti - ha spiegato Bonucci -; è stato Conte che ci ha introdotto in una visione nuova della difesa con le marcature preventive. Ti agevola quando sei messo bene sul campo. Poi, giocando sempre di più uno accanto all'altro conosci le sfumature. Soprattutto nella difesa a tre, da dietro li guido nell'aggressione della palla e avendo me alle spalle sanno di poter giocare più tranquilli. Ora, poi, che abbiamo recuperato anche “Barza” siamo a posto. Siamo i più forti perché a dirlo sono i numeri».

Sotto con la Bulgaria: «La nostra mentalità è quella di proporre il nostro gioco e pressare alti, anche se le loro ripartenze possono fare male. Porteremo la massima aggressività nel centrocampo avversario». E' Conte che detta la linea, Bonucci conosce lo stato dell'arte: «Non è assolutamente cambiato. Trasmette il suo carisma alla Nazionale. Le sue sono maniere forti nell'insegnare calcio, dopo tre anni a Torino avevamo fatto nostro un grande bagaglio, ma questi dieci giorni sono un toccasana per aumentare l'intelligenza calcistica. Dopo quattro mesi è come se il tempo si fosse fermato. Ci fatto subito vedere il video delle gare con la Croazia e con l'Albania. Del resto anche alla Juve non passava giorno che non si vedesse un video…».

E un limite di questa Nazionale? «La poca esperienza a livello europeo, ma con la tattica dell'allenatore annulliamo questa difficoltà. Quando è arrivato Conte alla Juve ci ha trasmesso la mentalità vincente. A Torino, credo, sarà accolto con gli applausi quando scenderemo in campo per affrontare l'Inghilterra». C'è, però, una bella sfida dialettica tra il passato e presente della panchina juventina: «Conte e Allegri sono due allenatori completamente diversi, speriamo che a fine anno li accomunino le vittorie».

Una battuta su Verratti: «Sta dimostrando di essere un giocatore importantissimo a livello europeo, nonostante la sua giovane età non soffre la pressione e questa è una dote importante. Cerchiano di aiutarlo in alcuni movimenti che sono diversi rispetto al Psg. Pirlo? Andrea resta un valore assoluto per il calcio italiano e quando sta bene darà il suo contributo nella Juve e in Nazionale. Verratti invece sta dimostrando le sue qualità».

Per la Juve ci sono nelle vicinanze un quarto di finale Champions con il Monaco e una semifinale di coppa Italia con la Fiorenina, oltre ad uno scudetto quasi vinto: «Abbiamo centrato l'obiettivo di entrare nelle prime otto d'Europa. Col sorteggio abbiamo avuto un po' di fortuna, ma il Monaco va affrontato col massimo rispetto, ha eliminato l'Arsenal. Poi vogliamo vincere a Firenze perché la coppa Italia è un altro obiettivo prioritario. I viola ci hanno battuti a Torino perché noi non dovremmo fare altrettanto al Franchi…?».

Infine Balotelli. E' la prima volta che in un raduno della Nazionale non si parla di Mario… «E' un un periodo grigio della sua carriera, ma non dimentichiamo che all'Europeo 2012 è stato un valore aggiunto per la Nazionale. Le porte sono aperte per lui a patto che si cali nella mentalità di una Nazionale portata al sacrificio». Questo è il vero problema per Balotelli…