Brady, 60 anni dell'irlandese che fu «sfrattato» da Platini

Quando arrivò in Italia, dall'Arsenal di Londra, alcuni colleghi torinesi, e poi tutti i tifosi, pronunciarono il suo nome «Laiam», non si sa bene in base a quale ignoranza linguistica. Semplicemente Liam, da William, Brady, venne alla Juventus per spirito britannico che piaceva tanto a Gianni Agnelli. L'avvocato convinse Boniperti e Brady fu il primo straniero della nuova epoca calcistica juventina e italiana. Non era elegante ma pratico, essenziale, tendeva a ingobbirsi nella corsa e nel tiro, intuiva lo svolgere dell'azione e le sue conclusioni, in apparenza innocua, diventavano velenose per qualunque portiere. Il pallore rosaceo e lo sguardo non sempre reattivo lo misero al centro di battute, in quell'ambientino simpatico che era lo spogliatoio tutto di italiani. Quando lo stesso Agnelli finì l'amore per l'irlandese di Dublino prese a tradirlo con Platini e fu un mezzo casino. Infatti Boniperti aveva ribadito la coppia di stranieri per la stagione post mondiale, '82-83: Boniek, preso a palate di miliardi, e Brady che avrebbe conservato il posto. Liam aveva stretto amicizia con Joe Jordan, scozzese del Milan e poi dell'Hellas, ogni lunedì le due famiglie si riunivano a Burago o a Torino. Brady venne a sapere di dover smammare, il francese gli avrebbe tolto il posto, le leggi federali non permettevano al tempo più di due stranieri. Brady non si scompose, realizzò a Catanzaro il rigore decisivo per lo scudetto mentre Firenze e la Fiorentina erano in fiamme per l'ennesimo aiutino ai torinesi.Fu così che Brady passò alla Sampdoria e poi all'Inter, nonostante le perplessità di Mazzola che non amava lo stile e il passaggio in bianconero del centrocampista. Finì la sua esperienza italiana all'Ascoli, prima di fermarsi definitivamente al West Ham. Oggi, dopo le esperienze di allenatore in Scozia al Celtic e ancora in Inghilterra e come assistente di Trapattoni per l'Irlanda, si dedica al settore giovanile del'Arsenal, là dove incominciò la sua carriera. I suoi sessant'anni arrivano improvvisi, come fu la sua partenza da Torino.TD