Buffon il capitan fedeltà "Non rinuncio all'Italia"

"Sarebbe come disertare, presuntuoso solo pensarlo, mi sento fortunato. Il ct via dopo il 2014? C'è ansia intempestiva. Lascia l'eredità del gioco"

Firenze - Ha vestito la maglia azzurra come un soldato serve la patria. E un soldato non diserta. Buffon non molla, sta per eguagliare e stabilire un record nel giro di poche ore. Non ha alcuna intenzione di scappare dalla Nazionale «Sarebbe come una diserzione: giocare per il mio Paese è qualcosa di irrinunciabile, una fortuna che in pochi hanno. Ecco perché non sarò mai io a dire basta, solo a pensarlo sarebbe presunzione. E se un domani non mi chiamassero più o mi mettessero in panchina, non ci sarebbero problemi. Prenderò atto e saluterò».

Domani a Palermo con la Bulgaria, Gigi avvicinerà ancora il suo amico Cannavaro posto sul gradino delle 135 presenze azzurre. A Torino nel suo stadio, martedì, affronterà la Repubblica Ceca e gli arriverà alla pari con 136 maglie: record storico destinato a essere messo in cassaforte ai probabili mondiali in Brasile.

«Sarà il raggiungimento di un grande obiettivo - ha spiegato ieri Buffon a Coverciano -, ma alla fine era da mettere in preventivo visto che sono giunto in azzurro molto presto. Ho debuttato nel '97, titolare dal '98, è stato un periodo lunghissimo, costellato da qualche infortunio, però mi sono rimesso sempre in discussione».

Buffon è l'anima della Nazionale, l'azzurro che ha navigato in ogni mare e frequentato molti ammiragli. L'ultimo, Cesare Prandelli, sembra deciso a cambiare rotta dopo il Mondiale brasiliano. Non lo ha dichiarato, ma è nell'aria: così si è scatenata già la caccia al successore. «Mi pare che tutti siano stati colti da un'ansia intempestiva... Per me è un “non problema“. É una cosa che fa parte del gioco e va affrontata nel modo più naturale possibile. Ora c'è da pensare al Mondiale, alla qualificazione da conquistare a cominciare dalla gara con la Bulgaria. Prandelli dove andrà se ci lascerà? Sono certo che qualche società lo chiamerà anche grazie all'ottimo lavoro svolto in Nazionale. Lui è stato importante per farci capire che gli obiettivi si possono raggiungere anche col bel gioco. Il percorso che Prandelli ha tracciato è un elemento di svolta, di discontinuità rispetto al passato. Questo deve essere la pietra miliare per la Nazionale del futuro. Conte adatto a sostituirlo? A noi la società non ha detto che lascerà la Juventus. Non pensavo ci fossero già dei candidati, ma se cominceremo a parlarne dopo il Mondiale troveremo il nuovo ct nel giro di qualche giorno...».

Intanto i portieri sono sempre più nel mirino dell'accusa e Buffon difende la porta della categoria con lo stesso talento: «Questo ruolo è diventato difficilissimo - spiega - in Italia più che altrove. Qui spesso si tende a cercare il colpevole. E siamo gli unici a farlo. In Europa ho visto portieri bravissimi commettere errori, eppure non sono stati messi in discussione. Di me avrebbero parlato per 6 mesi e uno di Perin. Con la Lazio, Buffon ha fatto 12 parate e non ha bloccato una palla: naturalmente si è discusso della respinta corta. Verrebbe voglia di uscire dal campo, perché tanto anche se faccio una paratona non interessa, si giudica solo il gesto sbagliato. L'anno scorso ho fatto 60 partite e solo in 3 sono andato male, con Samp, Bayern e Brasile. Me le concedete?

Si può? Se si può andiamo avanti, se no è finita per tutti...».

Non è finita, Gigi il soldato continua la sua battaglia.