Da Buffon a Higuain scudetto grandi imprese

Lo juventino ha battuto il primato dei portieri, ora il napoletano ha nel mirino quello di Nordahl tra i bomber. Eppure l'Europa ci ha chiuso le porte in faccia

Adesso possiamo dirlo con numerica certezza, la palla non è poi così rotonda, anzi quasi certamente non lo è più, se mai lo sia stata. Nel campionato più insipido della terra, quello nostro, si battono record come fossero tappeti, uno via l'altro, domenica pomeriggio Buffon; da un momento all'altro, comunque quasi sicuramente entro il 15 maggio, quello dei cannonieri della serie A, Gonzalo Higuain è a 29, il primatista è Gunnar Nordahl, ex pompiere arrivato a Milano a incendiare la tifoseria rossonera con 35 reti durante la sua prima stagione 1949-50. Record di 65 anni fa, nel frattempo hanno tentato di demolirlo in tanti, ma quello che ci è andato più vicino è stato ancora lui, nella stagione successiva si era fermato a 34. La leggenda, ma probabilmente non lo è, racconta che i dirigenti del Milan si stavano recando in Danimarca per acquistare il danese Ploeger. In treno. Ma due vagoni più avanti c'erano quelli juventini e il danese Johaness Ploeger finì in bianconero, 16 presenze, 1 gol, giocava ala. Per risarcire lo scippo, al Milan venne segnalato tale Nordahl che la Juventus aveva già opzionato.Era nato in un paesino poco sotto il circolo polare artico, 1,90 di altezza, 95 chili, un torace che superava abbondantemente il metro, timido naturalmente, con una vocina che sembrava non appartenergli.Ora il lomografico Gonzalo Higuain avrebbe intenzione di scalzarlo e se la sua media rimane questa, il colpo è alla portata. Nordahl tirava da tutte le parti, faceva gol da 60 metri, quando lo prese la Roma pesava oltre il quintale ma metteva ancora paura. Gonzalo è un dono che il calcio ha fatto al nostro campionato, uno scarto della Liga, quota Madrid, che si libera di un centravanti capace di segnare 121 gol in 264 presenze. Ramón Calderón, allora presidente del Real, ne diede una sintesi sbalorditiva: «Ha un talento grande quasi quanto la sua umiltà». Aurelio De Laurentiis ha detto: «Se qualcuno è talmente pazzo da offrirmi 100 milioni se ne può parlare». Lo ha pagato 37 nel luglio del 2013 ed è sotto contratto fino al 2018. Ora, come possa il nostro campionato permettersi due giganti del genere, Buffon e Higuain, è un mistero. A marzo siamo fuori da tutta l'Europa, eliminati anche da Villarreal, Vojvodina, Tottenham, Sparta Praga e Bayer Leverkusen, quella con il coefficiente Uefa più alto del gruppo, 17º nel ranking. La Serie A ha chiuso la sua annata europea con 11.5 punti, 7.5 in meno rispetto alla stagione della Juventus finalista a Berlino. Sono 70.4 totali, ma viste le zero squadre rimaste si ripartirà da 59, in quanto verrà eliminata la stagione 2011-12.Poveri. Però c'incendiamo con la moviola, la sudditanza, il calcioscommesse, accogliamo gli avversari con simpatici lanci di bombe carta, esoneriamo a raffica, cerchiamo capitali all'estero e spingiamo per una Superlega europea illudendoci di entrarci in massa. Perché da noi vince chi prende meno gol, dai, lo sanno tutti. Quindi non lamentiamoci se uno 0-1 in trasferta ci fa godere come alci. C'è il Napoli a tre punti dalla Juventus, nella corsa al terzo posto Champions sono teoricamente coinvolte ancora otto squadre, Bologna compreso. La più avvincente però rimane la volata salvezza, quella è straordinaria, dal Torino al Verona sono tutte lì in 14 punti, lotta serrata, partite della vita, tutto per restare nel campionato più insipido d'Europa, quello che ci sbatte regolarmente fuori di melone.