Buono solo il pareggio. Ma Pallotta e Dzeko pungono Di Francesco

Il presidente: "Si può fare di meglio". Edin: "Giocando così non tocco palla"

Roma - Della serata d'esordio sul prestigioso palcoscenico europeo restano - guardando il bicchiere mezzo pieno - il pareggio senza gol subiti, grazie alla serata di grazia di Alisson e il coraggio mostrato per un tempo contro i più nobili avversari dell'Atletico Madrid. Nella pancia dell'Olimpico, a microfoni accesi, ecco i primi segnali di insofferenza. Sul banco degli imputati c'è il tecnico Di Francesco, pure mostratosi meno integralista sul modulo. Ma tutto ciò non basta. Il primo affondo è arrivato dal presidente Pallotta. «Non sono soddisfatto, potrei dire un paio di cose che si sarebbero potute fare meglio», così il patron impegnato in questi giorni nella frenetica ricerca di uno sponsor.

Il secondo - poi corretto nel day after - lo ha portato Edin Dzeko. Il bomber, 39 reti nell'ultima stagione, soffre di «nostalgia» dei vecchi compagni di squadra. Poche parole, quelle del bosniaco, ponunciate a bassa voce, ma «fragorose». «Lo scorso anno ho fatto tanti gol, quest'anno sarà più difficile. Anche con l'Atletico non ho toccato tanti palloni e spero di toccarne di più in futuro - il pensiero dell'attaccante -. Mi mancano Totti, Salah e pure Radja che giocava vicino a me. Ora con questo sistema di gioco sono tutti più distanti...».

Frasi inequivocabili, anche se Dzeko - fresco papà di Dani - non pensava che suscitassero tanto clamore, in particolare sui social e nell'etere romano. Così è tornato sui suoi passi con una dichiarazione «pacificatrice» sul suo profilo Instagram: «È stata una gara molto difficile, avrei voluto dare un contributo maggiore ed è per questo che alla fine non ero molto soddisfatto. Mi dispiace però che le mie parole siano state interpretate come una critica, penso invece che gli insegnamenti del mister siano quelli giusti». In attesa che Dzeko ritrovi la via del gol, magari già contro il Verona sabato, la sensazione è che Eusebio Di Francesco rischi l'accerchiamento dopo nemmeno un mese dall'inizio della stagione. Aveva richiesto 5 acquisti sul mercato, ma il centrale difensivo e l'esterno destro - più consono al suo modulo - non sono mai arrivati. E ora deve far buon viso a cattivo gioco. Beccandosi le critiche (più all'interno che all'esterno, per la verità), forse ancora ingiustificate.